Inchiesta sugli appalti, procedura legittima: torna al lavoro il tecnico sospeso

Bruno Previato, il responsabile dell’ufficio tecnico finito ai domiciliari, ha ripreso servizio nel Comune di Torreano

PREMARIACCO. Ha ripreso servizio nel Comune di Torreano Bruno Previato, il responsabile dell’ufficio tecnico finito ai domiciliari, poi sostituiti con la sospensione dal servizio per un anno, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto «clientelismo” praticato dall’ex sindaco Roberto Trentin nell’aggiudicazione degli appalti pubblici. La Procura di Udine gli contesta le ipotesi della turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e del falso.

Il tribunale del riesame di Trieste aveva accolto l’istanza di annullamento della misura per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza, e l’annullamento si è esteso automaticamente all’ordinanza di sospensione dal servizio.

Nel rilevare l’assoluta correttezza della determina adottata e finita al centro delle indagini, i giudici hanno osservato come la scelta di un affidamento di incarico professionale diretto, senza cioè esperimento di una procedura di gara, fosse stata operata legittimamente essendo al di sotto della soglia di legge dei 40 mila euro, e visto che tale scelta rispondeva al criterio di economicità della Pubblica amministrazione. Né sono emersi elementi di presunte forme di interesse personale di Previato nell’affidamento dell’incarico all’architetto Vittorio, che non conosceva e che aveva scelto solo per le sue note qualità professionali specifiche.

Soddisfatto, l’avvocato Maurizio Conti, difensore di Previato. «La motivazione dell’ordinanza del Riesame – ha detto – può costituire il presupposto logico-giuridico dell’archiviazione del procedimento a suo carico. Archiviazione che potrebbe restituirgli la serenità inevitabilmente compromessa dal primo e durissimo impatto con il mondo della giustizia».
 

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