Per creare la fattoria “decisivo” l’elicottero

Avventure edilizie a Forcai, ancora priva di una carrabile Nella frazione si sta ampliando l’azienda di Felice Corona





Pur di realizzare il loro sogno di creare una fattoria didattica e sociale per i più deboli sono ricorsi all’elicottero, indispensabile per trasportare nell’impervia località di Forcai 26 tonnellate di cemento e materiali edili: Felice Corona e la sua famiglia possono così riprendere la ristrutturazione del vecchio stabile di Erto dove troveranno sede il caseificio, i laboratori della lana e del legno, stalle e foresterie. Corona è il titolare dell’azienda agricola L’asino che vola, specializzata in progetti sociali che riguardano bambini, malati e disabili. Qualche mese fa è partita l’idea di ampliare spazi e opportunità, estendendo il pacchetto di offerte ai turisti. Ma burocrazia e Covid hanno rallentato la fase esecutiva. Poi è stata la volta della viabilità: Forcai è infatti la frazione della Val Vajont priva di una strada di accesso. Tra qualche tempo, dopo decenni di polemiche, dovrebbe finalmente decollare il cantiere per la nuova carreggiata, ma al momento la borgata può essere raggiunta solo a piedi. Il titolare dell’azienda ha cercato di portare a spalla da fondovalle i materiali e le attrezzature necessarie alla sistemazione dello stavolo. Ma l’impresa è apparsa fin da subito titanica. A quel punto è stato chiesto un ausilio dal cielo: al personale di Elifriuli è bastata una serie di sorvoli della vallata per archiviare il tutto. Gli operai della ditta Edil System di Farra d’Alpago hanno quindi iniziato a montare ponteggi e impalcature, decisi a non sprecare nemmeno un giorno. «Siamo commossi, perché dopo mille intoppi e peripezie vediamo finalmente realizzarsi un sogno», ha commentato Corona.

L’asino che vola è una piccola realtà che però si sta già facendo conoscere per alcune iniziative che hanno coinvolto i più piccoli. Le esperienze di pet teraphy e di avvicinamento ai mestieri manuali ormai scomparsi possono infatti avere un’utilità che va ben oltre al richiamo turistico. Resta il problema della strada di Forcai, in quanto il tracciato attraverserebbe un terreno su cui la famiglia Corona coltiva zafferano. Ma i tecnici sono allo studio di un’alternativa e anche questo ostacolo dovrebbe essere superabile. —



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