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Fragile, codarda e arrogante: l'Europa di oggi e quella principessa fenicia

Fragile, codarda, presuntuosa, arrogante, smarrita: l’Europa senza frontiere nasce nel 1990. Leader visionari ne hanno ispirato la creazione. Combattenti della resistenza, avvocati o parlamentari, pionieri mossi dagli stessi ideali di pace, unità e prosperità hanno lavorato senza sosta per  la creazione di un’Europa unita. E’ grazie a loro se viviamo nella zona di pace e stabilità che oggi diamo per scontata. Vale la pena ripercorrere la sua storia.

Creata allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra Paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale, ha visto l’istituzione della Cee o mercato comune, ha attraversato il boom economico, il primo allargamento con l’adesione della Danimarca, Irlanda e del Regno Unito, la libera circolazione nel 1990,  un ulteriore allargamento e infine la crisi economica iniziata nel 2010 e ancora in corso.

Europa, ma da dove viene il suo nome? L’etimologia dell’antica parola greca è ancora discussa. Forse deriva dall’unione di due altri termini che significherebbero “ampio” e “occhio”.

Pochi ricordano che la sua storia ha origine antichissima, che risale al mito narrato da Omero, e poi da Esiodo e Ovidio, che il racconto di Europa parla di metamorfosi e rapimento e del sacrificio di una fanciulla a cui fu tolto tutto in nome di un desiderio insensato e che il teatro dell’azione fu il Mediterraneo.

Oggi cosa è rimasto  della principessa fenicia protagonista del mito, rapita da Zeus per diventare regina di Creta e madre di tre figli, tra cui il leggendario re Minosse? Europa è la figlia di Agenore a sua volta figlio di Poseidone.

Cosa è sopravvissuto nei secoli del suo legame ancestrale con il mare? L’Europa di oggi non ha nulla della bellissima principessa fenicia, che attraversando il Mediterraneo perde famiglia e identità per fondare una città nuova.

E’ diventata una creatura fragile, codarda, presuntuosa, arrogante, smarrita nei molti calcoli, e dall’oblio della sua identità fatta di arte e cultura comuni. 

Solo il toro è rimasto. Ma non è un animale che seduce e incanta. E’ una bestia feroce che risponde al nome di Paura, cavalcata da politici e populisti.

Da pochi giorni Ursula von der Leyen, ex ministra della difesa tedesca, ha annunciato al Parlamento europeo che “il regolamento di Dublino, la norma che lascia la responsabilità dei migranti al paese di primo ingresso, sarà cancellata e che il nuovo progetto di riforma tratterà tutti gli aspetti delle migrazioni, da quanto avviene nei paesi d’origine fino all’integrazione di chi avrà diritto di restare in Europa passando per controllo delle frontiere e rimpatri di chi non potrà beneficiare della protezione internazionale”. 

Una voce nuova. Che mette al centro di un tema epocale il desiderio di governare, mettere ordine. Una donna con una visione. Capace di guardare oltre il mare che ha già inghiottito migliaia di persone che come Europa, si sono lasciate alle spalle identità e terra.

Che ne conosce la storia e forse il vero significato del suo nome. 

 

 


 

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