Bcc Manzano: l’ex dg Dino Cozzi assolto anche in Appello

Infondate le accuse di riciclaggio, favoreggiamento e associazione a delinquere. Nell’inchiesta, partita nel 2008, coinvolti diversi funzionari dell’istituto di credito

UDINE. Dino Cozzi, ex direttore generale della Bcc di Manzano è stato assolto anche in appello. La magistratura, in due gradi di giudizio che hanno richiesto più di dieci anni, ha confermato l’infondatezza delle accuse che gli erano state mosse: riciclaggio, favoreggiamento e associazione per delinquere. Infatti, la Seconda sezione penale della Corte d’Appello di Trieste, presieduta dal dottor Edoardo Ciriotto, ha confermato l’insussistenza dei fatti per i quali l’ex dg era stato imputato.

La stessa Procura generale, rappresentata dal dottor Luigi Leghissa, dopo aver svolto ulteriori approfondimenti di indagine, ha sostenuto la conferma della sentenza di assoluzione già pronunciata dal Tribunale di Udine.

La vicenda aveva trovato origine verso la fine del 2008 anche a seguito di alcuni accertamenti fiscali relativi all’attività della Specogna spa di Cividalee si era sviluppata coinvolgendo funzionari e le figure dirigenziali della Bcc di Manzano.

Le pesanti e numerose accuse, frutto di indagini durate mesi e caratterizzate da migliaia di intercettazioni, avevano indotto molti funzionari, dirigenti e lo stesso Istituto a scegliere la via del patteggiamento. L’ex direttore generale Dino Cozzi, che negli anni aveva ricoperto incarichi di vertice in diverse società pubbliche, tra cui Friulia, Agemont e Insiel spa, aveva abbandonato ogni incarico impegnandosi in un lungo processo, nel quale è stato difeso dall’avvocato Riccardo Seibold del foro di Trieste e dal consulente dottor Luca Bicocchi.

«Oggi – ha commenta Cozzi – sono soddisfatto di aver avuto la forza di attendere il giudizio della Magistratura che in due gradi del giudizio ha confermato l’infondatezza delle gravi accuse rivolte al mio lavoro. Mi dispiace, però, di aver dovuto affrontare quasi da solo le accuse che a mio avviso, ingiustamente, hanno messo in discussione tutta l’attività della banca.

Già al tempo delle indagini la banca aveva rinunciato a difendersi e così non ha nemmeno difeso le tante persone che avevano onestamente contribuito al suo sviluppo. È stata una decisione incomprensibile». La Bcc di Manzano non esiste più, con la Bcc di Basiliano ha costituito la Bcc Ter.

L’indagine dell’epoca aveva travolto una delle più grandi Banche di credito cooperativo della regione, forte di 24 sportelli: era stato un vero e proprio terremoto, capace di scuoterne le fondamenta e di azzerarne gli ex vertici. La vicenda processuale sulla Bcc di Manzano è stata definita in primo grado nel 2016 in tribunale di Udine con due condanne e un’assoluzione (c’erano anche altri imputati).

Il collegio giudicante presieduto da Paolo Alessio Vernì, a latere Roberto Pecile e Carlotta Silva, aveva condannato l’ex direttore Dino Cozzi – oggi 72enne, di Buttrio – a un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, per la sola accusa di aver ostacolato le funzioni di vigilanza di Bankitalia (contro tale condanna il difensore si era poi appellato).

Era stato invece assolto «perché il fatto non sussiste» dalle accuse di associazione a delinquere, riciclaggio e favoreggiamento. E tale assoluzione, come detto, è stata confermata anche nel secondo grado di giudizio. Per l’accusa dell’ostacolo alle funzioni di Bankitalia è intervenuto il proscioglimento.
 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi