Omicidio di Aquileia: arresto convalidato, Livio Duca esce dall’ospedale e va in cella

Di fronte al giudice è rimasto in silenzio. Il difensore ha richiesto una perizia psichiatrica. Disposta l’autopsia

UDINE. Livio Duca, 66 anni, pensionato, accusato d’aver ucciso con un’unica coltellata al collo la moglie Marinella Maurel, nella loro villetta di Aquileia, ieri si è trovato faccia a faccia con il giudice. Ma ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Il Gip ha poi disposto l’accompagnamento in carcere.

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L’arresto, effettuato dai carabinieri di Palmanova dopo il fatto avvenuto mercoledì verso le 18, è stato convalidato durante l’apposita udienza che è stata celebrata all’ospedale di Palmanova dove l’uomo era ricoverato.

L’indagato, infatti, era sotto osservazione medica perché mercoledì sera, dopo aver appreso che la consorte non era sopravvissuta al colpo che le aveva inferto (la paziente era stata rianimata e portata al pronto soccorso, ma verso le 21 era spirata, prima di essere sottoposta all’intervento che i dottori avrebbero voluto tentare), era stato colto da una crisi cardiaca, portato dapprima al nosocomio della cittadina stellata e poi nel Reparto di Cardiochirurgia del Santa Maria della Misericordia di Udine. Successivamente era stato nuovamente trasferito a Palmanova.



All’udienza erano presenti il Gip del Tribunale di Udine Andrea Odoardo Comez con il cancelliere; Livio Duca e il suo difensore di fiducia, l’avvocato udinese Irene Lenarduzzi. Quest’ultima ha chiesto che venga disposta una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere dell’indagato al momento del fatto. «Il mio assistito era molto provato e ancora in stato confusionale – ha spiegato l’avvocato Lenarduzzi –; sta realizzando adesso che cosa è successo.

La perizia psichiatrica – chiarisce– servirà a valutare il suo stato e a capire anche se vi erano problematiche preesistenti che possono aver determinato o quanto meno influito su ciò che è poi successo. Quel che è certo – ha concluso – è che lui è profondamente dispiaciuto. Nei prossimi giorni, alla luce di quanto disporrà il giudice, valuteremo come procedere».



Il sostituto procuratore Maria Caterina Pace, titolare dell’inchiesta, non era presente all’udienza, ma potrebbe risentire Livio Duca qualora quest’ultimo decida di fornire la sua versione dei fatti. «Abbiamo saputo – ha riferito ieri pomeriggio il procuratore capo Antonio De Nicolo – che in sede di udienza di convalida è stato disposto il carcere, come richiesto dalla collega.

L’indagato dovrebbe essere dimesso a breve dall’ospedale. Per il momento, l’interessato non ha inteso fornire ulteriori elementi di spiegazione in merito all’accaduto. Un suo eventuale contributo avrebbe potuto fare maggiore chiarezza sul movente. Comunque, non è escluso che il pm Pace lo risenta nel caso voglia precisare la sua versione dei fatti. Anche perché, se è vero che quello di “non rispondere”è un diritto di ogni cittadino, è anche vero che lo si eserciti per un omicidio avvenuto in ambito familiare». L’autopsia è stata affidata al medico legale Carlo Moreschi.



Per definire i contorni della vicenda, i carabinieri – sotto la guida del maggiore Bortone, responsabile della Compagnia di Palmanova e del maresciallo Emanuele Lunardi, comandante della stazione di Aquileia – stanno continuando a raccogliere le testimonianze di quanti conoscono Licio Duca e di coloro che conoscevano Marinella Maurel.
 

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