Contenuto riservato agli abbonati

Cassa integrazione da record in Fvg: 70 milioni di ore in otto mesi

Ad agosto c’è stato un calo delle richieste. La Cgil: il terziario viaggia ancora a scartamento ridotto 

UDINE. Più di 70 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate nei primi otto mesi del 2020 in Friuli Venezia Giulia. Numeri da record che resteranno negli annali, inimmaginabili prima del Covid 19. Il virus ha sconvolto le vite di intere popolazioni in tutto il mondo e non poteva non avere effetti pesanti sull’economia e sul lavoro, visto che in Italia ci sono stati quasi due mesi, tra marzo e maggio, di lockdown, di paralisi di buona parte delle attività industriali, dei servizi e del terziario.



Gli ultimi dati resi noti dall’ufficio studi Cgil fotografano bene la situazione. L’unica nota consolatoria, si fa per dire, è relativa al mese di agosto, dove il ricorso alla Cig è stato di 7 milioni di ore, numero comunque altissimo rispetto alle condizioni normali, ma lontano dai 20 milioni di ore di aprile. Ad agosto, tra cassa integrazione e fondi integrativi straordinari (Fis), l’Inps ha, come detto, autorizzato quasi 7 milioni di ore di ammortizzatori, portando il totale annuo oltre i 70 milioni di ore.

«Livelli semplicemente inconcepibili prima dell’emergenza Covid 19 – spiega Susanna Pellegrini, responsabile delle politiche del lavoro nella segreteria regionale del sindacato cigiellino – e che testimoniano purtroppo una situazione di difficoltà ancora diffusa. Se è vero infatti che siamo lontani dai 20 milioni di ore mensili autorizzate nei mesi del lockdown, aprile e maggio in particolare, 7 milioni di ore sono lo specchio di un’economia che viaggia ancora a scartamento ridotto, in particolare nel terziario, come testimoniano i valori molto elevati della cassa in deroga, quasi 2 milioni di ore, e del Fis, con 2,4 milioni di ore». Per dare un termine di comparazione, Pellegrini ricorda che il precedente picco storico annuo, toccato nel 2014, per il Friuli Venezia Giulia era stato di 29 milioni di ore: «Ad agosto, in un solo mese, l’Inps ne ha autorizzato un volume pari a un quarto di quel dato, che comprendeva l’intero anno».



La crisi, quindi, è tutt’altro che alle spalle, e a metà novembre verrà meno la copertura della cassa integrazione per Covid, estesa da 18 a 36 settimane con il decreto Rilancio approvato nelle scorse settimane dal Governo Conte. «Ammortizzatori e blocco dei licenziamenti – commenta ancora Pellegrini, tornando sull’allarme già lanciato la scorsa settimana da Cgil, Cisl e Uil in occasione della mobilitazione nazionale – hanno consentito di limitare l’impatto della crisi in termini di occupazione e di reddito, anche se a fronte di dolorosi tagli in busta paga, ma i nodi verranno al pettine in assenza di un piano straordinario di politiche industriali, a livello nazionale e regionale, per rilanciare gli investimenti pubblici e privati e per individuare i settori strategici per la ripresa. Parallelamente è indispensabile trovare nuove misure di sostegno e nuovi ammortizzatori per quei settori, come il turismo, gli appalti e vaste aree del terziario, che sono stati toccati più pesantemente dalla crisi e che tuttora stentano a ripartire».

Una situazione dunque che resta nel complesso delicata, anche se le previsioni del ministero dell’Economia, per quanto riguarda il Pil italiano del terzo trimestre, parlano di un «robusto rimbalzo, superiore alle previsioni». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Roma, stazione Termini: poliziotto spara alle gambe di un sospetto durante un fermo

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi