Dietro l’accoltellamento spunta la droga

Un’altra giornata di interrogatori per capire il contesto della lite di Vajont. Due i colpi inferti: non si esclude il tentato omidicio

VAJONT. Si stringe il cerchio intorno agli aggressori che nella notte tra mercoledì e giovedì hanno accoltellato due ragazzi di 19 anni, uno al torace e uno solo di striscio, a quanto sembra per un giro di droga. Una vicenda che ha acceso i riflettori su piazza Monte Toc a Vajont, dove intorno alle 2 si sono concentrati i soccorsi. I fatti, però, potrebbero non essersi consumati lì.

È questa la ricostruzione a cui stanno lavorando i carabinieri del comando provinciale di Pordenone, dove ieri sono stati sentite diverse persone. Non solo i quattro uomini provenienti dalla Lombardia – M.M., il diciannovenne ricoverato sentito a sommarie informazioni in ospedale, l’amico A.B., 18 anni, rimasto ferito in modo lieve nel tentativo di difenderlo, un minorenne e un 38enne di origine brasiliana – ma anche altri soggetti, forse gli stessi aggressori.

Si inizia a definire, intanto, la cornice nella quale è maturata la lite che ha poi sfiorato la tragedia: si tratterebbe di una vicenda legata alla droga, motivo per cui il gruppo sarebbe arrivato dalla Lombardia. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Federico Baldo, sono in fase di evoluzione e ora dopo ora gli elementi raccolti dagli inquirenti contribuiscono a fare chiarezza su una situazione inizialmente molto confusa.

I soccorsi, infatti, sono arrivati alle 2 in piazza Monte Toc ma i fatti potrebbero essere avvenuti altrove, nel Maniaghese. Ad un certo punto spunta un coltello, la lama colpisce due volte, di fronte e alle spalle. Poteva uccidere? La risposta può fare la differenza tra un’accusa di tentato omicidio o meno. Un’ipotesi che al momento non si può escludere. Si alza in volo anche l’elicottero, che atterra a Maniago e riparte vuoto. I giovani feriti vengono portati via in ambulanza: per il più grave la prognosi è di trenta giorni, salvo complicazioni. L’amico invece non ha bisogno di essere ricoverato.

Le dichiarazioni riportate dai componenti del gruppo non aiutano a dipanare la matassa e gli inquirenti allargano la cerchia degli interrogatori. Si lavora per individuare gli aggressori e per capire perché il gruppo di lombardi si trovasse nel Maniaghese, oltre al motivo che ha originato la lite degenerata in accoltellamento.

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