In omaggio al passaggio dei girini rinascono le Tigri di Monteaperta

La celebre squadra di tiro alla fune della frazione di Taipana fu lanciata nel 1962 dalla leggendaria Ileana Carloni, 132 kg.  Dal piccolo Friuli alla ribalta televisiva. Il 10 ottobre, ci sarà un torneo con le nuove leve

TAIPANA. Correva l’estate 1962, e in un gran caldo la gente di Montemaggiore di Taipana se la spassava con la sagra annuale del paese. Il pubblico si era assiepato attorno agli ospiti d’onore, quei Leoni di Collalto (Tarcento) che promettevano spettacolo con il tiro alla fune: e fu proprio quando gli energumeni iniziarono la loro performance che alla vulcanica e corpulenta Ileana Carloni, 113 chili di puro muscolo, venne il guizzo. Chiamò l’amica Elena Tomasino, a sua volta ben piazzata, e le espose l’idea: «Sfidiamoli», propose. Detto fatto.

In un baleno le due signore arruolarono una squadra fisicamente idonea allo scopo – la poderosa Mafalda Sturma, un Ercole in rosa, le nerborute Carla Giacomini, Maria Tomasino, Maria Missio e qualcun’altra – e si schierarono in mezzo alla piazza, disorientando Leoni e tifosi. I marcantoni, divertiti, si prestarono al gioco: la fune si tese e partì un tifo indemoniato, totalmente sbilanciato verso la truppa in gonnella, che per quanto improvvisata si dimostrò temibile.

Nell’entusiastica baraonda ben pochi si erano accorti che la corda, dal lato delle signore, era saldamente ancorata a una camionetta della Guardia di finanza, parcheggiata a ridosso del teatro di gara. Il match finì in parità, segnando la nascita di un mito: le Tigri di Montemaggiore, in seguito ribattezzate Tigri di Monteaperta, formazione approdata addirittura alla ribalta televisiva nazionale – nel 1979 Enzo Tortora la volle a Portobello – e da lì, sull’onda della notorietà acquisita, ai campionati italiani di tiro alla fune, unica squadra femminile fra tutte.

Per anni Ileana e compagne impazzarono, invitate qua e là per l’Italia: epico resta però il debutto agonistico a Godo di Gemona, dove arrivarono stipate dentro un pesante mezzo agricolo, ingabbiate come animali feroci, a catturare gli sguardi ancor prima di stringere la fune.

L’avventura durò fino agli anni Ottanta, con ovvi ricambi generazionali – al team originario si unirono, per esempio, Milvia Mauro, Gabriella Barbiani, Agnese Treppo, Gianna Comelli, Sonia Cattarossi -–, finché la cosa andò gradualmente a morire.

Ma ora il Giro d’Italia fa il miracolo, resuscitando le leggenda. Tale è la felicità nell’Alta Val Torre per il passaggio – per la prima volta nella storia – della Corsa Rosa, il prossimo 20 ottobre, che nella ridda di progetti messi a punto per la grande occasione si è inserita l’“operazione revival”: rinascono così le Tigri di Monteaperta, con due squadre di energiche donne della zona che alle 14.30 di sabato 10 ottobre si daranno battaglia, rispolverando i fasti passati, nel campo sportivo di Monteaperta.

La prova sarà preceduta dalle prestazioni di altre cinque squadre, Taf Scorzè (Venezia), Città di Musile (Treviso), Furie Rosse (Pordenone), Vazzola (Treviso), Tear Force (Pordenone). Mente dell’iniziativa, quasi superfluo dirlo, è patron Enzo Cainero, deus ex machina delle tappe friulane della Corsa Rosa: «Parto sempre dal presupposto – commenta – che il Giro d’Italia deve rappresentare una chance di promozione dei luoghi del nostro Friuli, anche dei più reconditi. Ragiono in un'ottica di sistema, che mette in rete, nel caso specifico, le Valli del Natisone con quelle del Torre e del Cornappo. E qui arriviamo al punto: proprio le vallate del Cornappo erano celebri, un tempo, per le Tigri di Monteaperta. Di qui l’idea di far rinascere quell’epopea. Ne ho parlato con il Comune di Taipana, abbiamo trovato l'intesa e il progetto è partito: ne sono felice».

I preparativi in vista del Giro, intanto, fervono: «L’alta Val Cornappo – annuncia il sindaco di Taipana, Alan Cecutti – verrà addobbata con 4 km di tessuto rosa. Siamo entusiasti di questa opportunità, resa possibile dall'enorme impegno di Enzo Cainero, cui va la nostra gratitudine: il territorio potrà contare su una vetrina eccellente, che darà una spinta importante alle progettualità di rilancio in campo ambientale, turistico, sportivo. Fra i nostri obiettivi c’è la valorizzazione dei percorsi ciclabili, anche per le e-bike: alcune colonnine per la ricarica sono già state installate, altro lo saranno prossimamente. In via di realizzazione pure una cartina, che indicherà le peculiarità del comprensorio», conclude, rivolgendo un ringraziamento particolare alla Pro loco Val Cornappo.


 

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