L’area verde di via Magrini dedicata al poeta Pierluigi Cappello

All’incrocio con le vie Muratti e Viola il Comune di Udine ha installato la sua immagine. L’inaugurazione con i bambini della IV Novembre che hanno recitato i suoi versi

UDINE. Chi passerà lungo le vie Muratti, Viola e Magrini, giunto all’area verde all’incrocio tra le tre strade, avrà modo di imbattersi nell’immagine di Pierluigi Cappello, poeta friulano scomparso esattamente 3 anni fa, il primo ottobre 2017. Nel giardinetto che porta il suo nome, troverà alcuni passi delle sue poesie (in lingua italiana e friulana), le note salienti della sua biografia, e soprattutto vedrà il suo volto stilizzato, espressione di dolcezza e di armonia.

«Abbiamo voluto ricordare un poeta, ce ne sono pochissimi e si tratta di persone rare – ha commentato il sindaco Pietro Fontanini –. Questo poeta, purtroppo, ci ha lasciato prematuramente. Era figlio della montagna, ha vissuto per tanti anni a Chiusaforte. Poi ha studiato a Udine, diventandone cittadino onorario. È importante ricordare le persone come lui e leggere le loro opere, affinché la memoria sia trasmessa e continui a essere patrimonio del mondo. Il nostro auspicio – ha chiuso il sindaco – è che quest’area resti così com’è e che sia rispettata da tutti».


Una scelta non casuale, come ha ricordato l’assessore alla Cultura Fabrizio Cigolot, quella di dedicare proprio un’area verde a Cappello, lui che era un amante della natura. «Avrebbe apprezzato anche la vicinanza con una scuola – ha chiarito l’assessore – lui che ha sempre dimostrato un grande amore verso i giovani e i ragazzi». E proprio gli alunni della scuola primaria IV Novembre, insieme alle maestre, hanno circondato il giardinetto, recitando a memoria due delle poesie di Cappello, “Cagnaccio” e “La Luna”.

A ricordare il poeta friulano, mercoledì 30 settembre, c’erano molti amministratori locali (gli assessori Alessandro Ciani e Francesca Laudicina, i consiglieri Federico Pirone, Elisabetta Marioni e Gianfranco Della Negra), e anche diversi cittadini. Non è voluta mancare nemmeno Antonella Nonino: «Poeta meraviglioso, ci ricordava, come Pier Paolo Pasolini, che la poesia è azione, qualcosa da non mettere nelle teche ma da vivere, e invitava a leggere. La cosa più bella che possiamo fare è leggere una sua poesia». E così ha fatto anche Nonino, interpretando, non senza commozione, “Nel mese di maggio”.

Un ricordo di Cappello è arrivato anche dal professor Alessandro Fo, che ha curato la raccolta delle sue poesie: «Pierluigi è stato innanzitutto un bambino che guardava le cose dall’alto, dalla sua Chiusaforte, che dopo l’incidente ha trovato la forza di reagire nella poesia e nella letteratura. Udine era una città che amava e avrebbe apprezzato quest’area verde, soprattutto perché ci passano accanto tanti bambini».

Il Comune di Udine ha deciso di intitolare l’area verde a Pierluigi Cappello già alla fine del 2019, poi le lungaggini burocratiche e l’emergenza Covid-19 hanno fatto slittare le tempistiche per l’inaugurazione: «Oggi la nostra città sta dando un bellissimo segnale – ha detto l’assessore Cigolot – dedicando uno spazio a un nostro conterraneo che ha voluto lavorare con la cultura. Pierluigi era una persona speciale, e lo si capisce dal sentimento di amore vero, profondo e sincero che nutre chi ha avuto modo di conoscerlo».

Il Comune intende coinvolgere sempre più le scuole nello studio delle opere di Cappello. Così l’ha descritto il dirigente della scuola IV Novembre, Paolo De Nardo, in chiusura di cerimonia: «Un poeta è un adulto rimasto bambino, capace di trovare la bellezza delle cose normali».
 

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