Revocati i domiciliari all’ex sindaco Trentin

L'ex sindaco di Premariacco era stato arrestato a fine luglio. Venuto meno il pericolo di reiterazione del reato, il gip ha accolto l’istanza del difensore

PREMARIACCO. Gli arresti domiciliari sono terminati anche per lui. L’ex sindaco di Premariacco, Roberto Trentin, che ha 50 anni e vive nello stesso comune che aveva amministrato fino due mesi fa, ha ottenuto la revoca della misura cautelare dal gip del tribunale di Udine Matteo Carlisi nella mattinata di sabato.

Ora, a ricordargli l’inchiesta giudiziaria che lo ha travolto alla fine dello scorso mese di luglio, attribuendogli una «gestione personalistica e clientelare» degli appalti pubblici di opere e forniture, resta solo l’obbligo di firma una volta al giorno alla polizia giudiziaria, che il giudice ha ritenuto di applicargli in sostituzione dei domiciliari.



Insieme all’allora sindaco, cui sono contestate le ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, traffico di influenze illecite, truffa, falsità in testamento olografo e peculato, il pm Annunziata Puglia aveva chiesto e ottenuto l’arresto dei responsabili dell’Ufficio tecnico del Comune di Premariacco, Veronica Del Mestre, e di quello di Torreano, Bruno Previato.

I domiciliari, per entrambi, erano venuti meno già a metà agosto, quando il tribunale del riesame di Trieste aveva annullato le rispettive misure. Nel caso di Trentin, invece, il collegio giuliano aveva accolto solo in parte l’istanza di revoca (relativamente al peculato, alla truffa e alla turbata libertà degli incanti ipotizzata sull’acquisto dello scuolabus), confermando la misura per la restante parte di capi d’imputazione.



Nel rinnovare al gip la richiesta di revoca dell’ordinanza, il suo difensore, avvocato Guglielmo Pelizzo, ha insistito in particolare sull’assenza di attualità dell’esigenza cautelare. Da quando la Guardia di finanza di Udine gli notificò il provvedimento molte cose sono cambiate.

Dimessosi dalla carica di primo cittadino, Trentin ha rinunciato anche a candidarsi alle imminenti elezioni amministrative, «escludendo in radice – aveva evidenziato il suo legale – la possibilità di reiterazione dei reati ipotizzati a suo carico».

Per non dire del fatto che il Riesame, il 28 settembre, ha annullato l’ordinanza nella parte in cui prescriveva la misura interdittiva a un altro indagato, un imprenditore. «Venute meno tutte le ipotesi concorsuali e, con ciò, anche l’originaria “struttura” della condotta contestata», secondo la difesa, a cessare è stato anche il pericolo di contaminazione delle prove.

Da qui, in attesa di discutere in Cassazione il ricorso contro l’ordinanza dello scorso 14 settembre, l’iniezione di fiducia «per il futuro percorso processuale, che affronteremo ora con la necessaria serenità – ha affermato Pelizzo –, convinti di poter contribuire alla corretta ricostruzione dei fatti e, quindi, dimostrare l’insussistenza delle ipotesi di reato contestate».

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