Sassoli alla diga del Vajont: sarà la prima “eurovisita”

Sabato il presidente dell’Europarlamento nelle zone colpite il 9 ottobre 1963. Ha subito accettato l’invito del rappresentante friulano a Strasburgo, Dreosto

PORDENONE. Prima farà tappa a Vajont, poi salirà alla diga di Erto e Casso per commemorare a livello internazionale il disastro del 9 ottobre 1963: sabato prossimo il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, si recherà in visita ai luoghi della tragedia del Vajont.

Sarà la prima autorità europea a commemorare ufficialmente le vittime di 57 anni fa. Sino ad oggi nessun esponente di Bruxelles aveva mai preso parte ad alcuna cerimonia. La lacuna era stata segnalata in primavera dal deputato spilimberghese Marco Dreosto che sul tema aveva depositato un’interrogazione sottoscritta in via trasversale da tutti gli schieramenti.

Nel giro di qualche ora Sassoli aveva telefonato a Dreosto per garantirgli la propria partecipazione. Qualche settimana fa l’ulteriore passo in avanti del progetto, con la scelta della data e la delega all’onorevole friulano per l’intera organizzazione dell’iniziativa.



«È un grandissimo onore, ma anche un’enorme responsabilità che sto condividendo con il sindaco di Vajont, Lavinia Corona, e con quello di Erto e Casso, Fernando Carrara – ha commentato l’onorevole della Lega-Id –. Senza di loro non sarebbe stato possibile colmare una lacuna che da troppi decenni non veniva nemmeno presa in considerazione. In questo senso va sottolineata la sensibilità del presidente Sassoli. Il 10 ottobre sarà sì un momento di ricordo ma anche e soprattutto di riflessione sul perché dopo così tanto tempo la lezione del Vajont non sia ancora stata imparata da tutti».

Per l’intera durata della sua permanenza in Friuli, Sassoli sarà accompagnato dal governatore della Regione, Massimiliano Fedriga. Il programma prevede un incontro mattutino con la popolazione del comune di Vajont, ormai prossimo al cinquantesimo anniversario di istituzione (il municipio fu dichiarato autonomo da quello di Erto e Casso il 10 luglio 1971).

A mezzogiorno è invece in agenda un incontro al Sant’Antonio del Colomber, la chiesetta che si trova all’imbocco della diga, tra i detriti della frana del monte Toc. Qui, insieme alle amministrazioni venete di Longarone e di Ponte nelle Alpi, sarà il vescovo Giuseppe Pellegrini a impartire la benedizione religiosa. Non sono stati inseriti altri momenti istituzionali tra gli impegni del presidente in quanto l’indomani lo stesso è atteso ad Assisi per la marcia della pace.

L’incognita resta sempre il coronavirus: in caso di avverse condizioni meteorologiche bisognerà infatti ripiegare sulle rispettive sale consiliari dei due Comuni ma a quel punto il pubblico sarà contingentato secondo le rigide regole sul distanziamento sociale.

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