Medessi conquista il “Giro d’Italia” In sella alla bici 2 mila chilometri

Il percorso del goriziano, dormendo in tenda o in albergo, da Nord a Sud. E ora punta all’Europa  

il personaggio



Da bambino aveva un sogno: fare il giro del mondo in bicicletta. Diventato adulto non ha mai smesso di inseguirlo, quel sogno solo un po’ “ridimensionato” alla luce della ragione e degli impegni. E proprio in questo 2020 segnato dalla pandemia è riuscito a coronarlo, con il suo personalissimo “Giro d’Italia” in sella, dall’estremo Nord all’estremo Sud. Da Gorizia a Santa Maria di Leuca e di lì a Napoli, pedalando per quasi 2 mila chilometri nel giro di sedici giorni. È l’impresa del 36enne goriziano Stefano Medessi, professione operaio alla Mondi Gradisac di Gradisca e valido atleta (tesserato con la Eastside Triathlon nel capoluogo isontino e con la Fincantieri Atletica a Monfalcone) che si è regalato un’esperienza diversa.

«Proprio quest’anno così particolare, magari anche per la quarantena forzata o l’assenza delle gare a causa della pandemia, mi ha portato il coraggio di prepararmi e partire per quest’avventura – racconta –. Ho acquistato una bici adatta e tutto il necessario, dalla tenda agli accessori, e sono partito senza un piano prestabilito o tabelle da rispettare, pensando che sarebbero state le gambe e la strada a decidere per me. Non nego di aver avuto un po’ di timore per ciò che stavo facendo, mettendomi in viaggio così in solitaria, ma chilometro dopo chilometro la paura è passata e ho vissuto un’esperienza indimenticabile».

Se il tempo era buono, Stefano pedalava almeno per otto ore al giorno, sulla sua bicicletta carica di borse e attrezzatura che è arrivata a pesare 30 chili. Nei giorni di pioggia o in caso di temporale, si fermava dove poteva, attendendo momenti migliori. Le notti, invece, erano in tenda, in b&b o in hotel, a seconda di ciò che dicevano di volta in volta il caso, la stanchezza, il cuore, il portafogli. «Ho percorso in agosto tutta la costa adriatica fino alla punta del tacco dello Stivale – racconta il triatleta goriziano –, per poi risalire la Puglia fino a Taranto, attraversare gli appennini verso Matera e Potenza, e dirigermi a Napoli, toccando la splendida Capri. L’obiettivo era arrivare in bici anche fino a Roma, e poi tornare in treno, ma un problema muscolare mi ha suggerito di fermarmi in Campania». Poco, male, perché comunque la testa e gli occhi di Medessi hanno fatto in tempo a riempirsi di ricordi indelebili. La ciclovia del Po, la riviera Romagnola, Loreto e Recanati, il Gargano («uno spettacolo dall’inizio alla fine»), Barletta, Brindisi, Taranto. E mille altre città e paesi ancora. E poi, ovviamente, gli incontri. «I momenti più emozionanti del viaggio sono stati la partenza da Gorizia e l’arrivo a Santa Maria di Leuca, ma una delle cose più belle è stata senz’altro incontrare tantissime persone pronte ad aiutarmi – dice Stefano –: dai semplici incitamenti alle indicazioni stradali, fino a lunghe e piacevoli chiacchierate». Tanto che Medessi (che nel 2007 aveva già affrontato il Cammino di Santiago) pensa già alle prossime avventure. Sempre più grandi. «Il sogno per il futuro? Ne ho due – confessa –: il giro d’Europa o la Via Francigena, da Canterbury in Inghilterra fino a Roma». —

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