Muore a 48 anni giocando a pallacanestro

Daniele Marinutti è stato colto da un malore lunedì sera mentre si allenava a Bertoni di Udine. Inutili i soccorsi di compagni e 118

UDINE. Si è sentito male facendo ciò che più amava, una partita di pallacanestro. Se n’è andato così, nella serata di lunedì, Daniele Marinutti, udinese, 48 anni, proprio mentre stava giocando con gli amici nella palestra del Bertoni. Daniele, che lavorava al Play Street di Basiliano, per anni aveva gestito con l’ex moglie Serena, con la quale era rimasto in ottimi rapporti, l’agenzia viaggi Igloo di via Marangoni, a Udine, chiusa qualche anno fa.

Il basket era lo sport che fin da bambino lo aveva appassionato più di ogni altra attività. E anche adesso lo praticava un paio di volte a settimana, prenotando anche le palestre dove poter fare una partita con i suoi compagni, soltanto per divertimento.


«Giocavamo a basket insieme – ricorda Ennio Ciccone, amico storico di Daniele –, lui andava spesso anche nel campetto di via Cividale ad allenarsi. Era una persona molto sportiva, difficile immaginare che sarebbe finita così. Non ci sono parole».

Anche lunedì sera Daniele Marinutti si era trovato con un gruppo di amici al Bertoni per un cinque contro cinque. Ma dopo qualche passaggio gli altri giocatori lo hanno visto accasciarsi a terra, colto da un malore. Nonostante qualcuno di loro gli avesse praticato tempestivamente il massaggio cardiaco e il personale del 118, subito chiamato, avesse proseguito con la rianimazione per Daniele non c’è stato nulla da fare.

La scomparsa di Daniele, così improvvisa e inimmaginabile, ha lasciato nello sconforto i suoi familiari. A cominciare dai fratelli Marco e Alessandro. Quest’ultimo e la cognata Alessia lo avevano reso zio di Matias, un bimbo di due anni al quale era molto legato. «Erano molto affiatati insieme – ricorda Alessandro –, il piccolo lo cercava sempre e mio fratello stravedeva per lui».

Daniele era un grande appassionato di viaggi e la sua precedente professione, in particolare, gli aveva consentito di girare il mondo. «Ci raccontava sempre dei posti in cui era andato – rifordano i fratelli – e le cose che aveva visto. Avevamo anche fatto qualche trasferta assieme in Europa con l’Udinese, di cui eravamo tutti grandi tifosi». Una persona sorridente, di gran cuore, che mancherà molto a chi lo aveva conosciuto.

«Lavorava con me da cinque anni al Play Street di Basiliano – riferisce Alessandro Tel, il suo titolare –, Daniele era una persona splendida, alla mano».

La data dei funerali non è stata ancora fissata, la famiglia attende l’esito dell’autopsia, decisa dall’ospedale, per fare maggiore chiarezza sulle cause del decesso. Stando ai primi accertamenti Daniele soffriva di problemi cardiaci di cui sarebbe stato all’oscuro.
 

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