Accoltellato sotto gli occhi della compagna: fermati l’ex marito e il presunto complice

Svolta grazie ai carabinieri di Sacile e alla polizia di Aosta e Pordenone. Uno stava per fuggire, l’altro era diretto in Francia

PRATA. I carabinieri lo hanno trovato a casa sua intento a preparare le valigie mentre, a 500 chilometri di distanza, il presunto complice stava cercando di arrivare in Francia: lo ha fermato, per un controllo di routine, la polizia di frontiera che si è insospettita alla vista di quel giovane in tuta, con le infradito e senza soldi ma con una ferita da taglio sul polso destro.

Satnam Singh, 42 anni, e Navjot Singh, 31 anni, sono stati sottoposti a fermo con l’accusa di tentato omicidio in concorso: sarebbero, secondo i primi risultati dell’indagine in corso, gli autori dell’aggressione che ha ridotto in gravi condizioni Aseem Singh, 33 anni, attuale compagno della ex moglie del 42enne.

Il 33enne, operaio di origine indiana, vive da luglio dello scorso anno in un’abitazione di Puja insieme alla 35enne e lì si trovavano anche martedì sera, quando alla porta si sono presentati tre uomini. Uno di loro, secondo la donna, è l’ex marito, Satnman Singh: dopo un’animata discussione in cortile, è scattato il pestaggio durante il quale, secondo gli inquirenti, è spuntato un coltellino che ha colpito Aseem Singh al corpo e al volto.

Inizialmente trasportato a Pordenone, ora il ferito si trova a Udine, affidato alle cure dei medici di Rianimazione e terapia intensiva I. Giovedì 8 ottobre le condizioni del 33enne, seppur gravi, sono rimaste stabili.

Ma è sul fronte delle indagini che si è vista una decisa svolta, con il fermo per indiziato di delitto di due persone: l’ex marito, che si sospetta essere il responsabile del tentato omicidio, e un suo presunto complice.

Le operazioni sono scattate praticamente in contemporanea a Porcia e Aosta. Da una parte sono entrati in azione i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sacile che hanno bloccato Satnam Singh, 42 anni, operaio ed ex marito della 35enne.

Lo hanno immobilizzato mentre stava facendo le valigie, probabilmente con l’obiettivo di allontanarsi. I carabinieri l’hanno portato in caserma a Sacile, dove il pubblico ministero che segue l’indagine, Federico Facchin, lo ha interrogato. Per lui, valutato il pericolo di fuga, è scattata la misura del fermo di indiziato di delitto, misura in attesa di convalida.

Destino analogo per Navjot Singh, 31 anni, con l’eccezione che lui è stato scovato già alla frontiera, ma senza alcun bagaglio. Viaggiava su un autobus della FlixBus sulla tratta Roma-Milano-Parigi. Sono circa le 10 di giovedì mattina quando la polizia di frontiera del Monte Bianco effettua un controllo sui passeggeri in transito e si insospettisce vedendo quel giovane con le infradito ai piedi, senza bagaglio né soldi ma con una ferita da taglio al polso destro.

Dichiara di essere un cittadino indiano di 31 anni, privo di permesso di soggiorno. Un controllo incrociato con la Questura di Pordenone, dove lui risulta essere domiciliato, fa scoprire che a carico del giovane c’è una “richiesta di emersione” presentata proprio da Satnam Singh.

La squadra mobile di Pordenone avvisa immediatamente la Procura di Pordenone e anche nei confronti di Navjot Singh scatta il fermo, anch’esso in attesa di convalida: l’uomo viene accompagnato alla casa circondariale di Brissogne (Aosta).

Un coordinamento quello tra carabinieri e polizia, che unito all’intuizione degli investigatori ha consentito di dare un’importante svolta alle indagini: il lavoro degli inquirenti continua per fare chiarezza su quanto è successo a Prata. —


 

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