Riconsegnato ai padroni il cane che un anno fa sbranò un uomo sotto gli occhi del figlio

Il chow chow Alice accoglie Ettore arrivato dal canile di Villotta

BRUGNERA. Dopo più di un anno, l’amstaff Ettore ha lasciato il canile di Villotta di Chions e ha potuto fare ritorno a casa con i suoi padroni a Brugnera dove ad attenderlo c’erano anche il chow chow Alice e il gatto Bruno. Il pm Carmelo Barbaro ha disposto il dissequestro dell’animale, dopo l’esito positivo degli esami e del periodo di osservazione.



Ettore e suo figlio, il meticcio Claus, hanno sbranato il pensionato Avellino Corazza, 75 anni, morto dissanguato per le gravi ferite. I cani si trovavo nel giardino dell’abitazione di cognata e nipote, dove il pensionato era entrato aprendo il cancello con il telecomando. Il figlio di Avellino aveva sparato col fucile e ucciso Claus che si stava ancora accanendo sul padre. L’indagine per omicidio colposo è ancora aperta.



Da tempo l’avvocato Alessandra Marchi chiedeva il dissequestro di Ettore. Incaricata di seguire il caso, il legale ha spiegato che «spesso i proprietari dei cani coinvolti in simili vicende rinunciano alla proprietà e lasciano che la sorte di questa animali sia il più delle volte quella di finire i loro giorni in canile bollati come “cani assassini”».

«Questo accade – ha aggiunto l’avvocato Marchi – perché talvolta l’opinione pubblica, ma anche le informazioni errate che compaiono sull’esatto accadimento dei fatti, influenzano negativamente il sentire delle persone.

Fin da subito la situazione per Ettore si è prospettata diversa perché i suoi proprietari, nel massimo rispetto del lutto familiare, hanno ritenuto che intorno alla vicenda di Ettore dovesse essere fatta chiarezza, ma soprattutto di accertare e dimostrare che Ettore non poteva considerarsi un cane pericoloso ed aggressivo».

Il legale ha ricordato che il cane è stato esaminato dal veterinario comportamentalista Ornella Delneri su incarico del pm e dai consulenti di parte nominati dalla difesa, il veterinario Marco Mariotti di Bolzano e l’educatore cinofilo Pierluigi Raffo di Rovereto.

Su richiesta della Procura i proprietari hanno incaricato una educatrice cinofila, Elena Maschietto, che ha insegnato ad Ettore a tollerare la museruola, attività che il cane ha appreso in tempi record. «In tutto questo non va dimenticata – aggiunge l’avvocato Marchi – la disponibilità del canile di Villotta e del suo personal».

Su istanza dell’avvocato Ettore è stato dapprima spostato dal box sanitario contumaciale in un box più grande e poi gli è stato concesso di trascorrere del tempo con il suo proprietario che lo ha incontrato due volte a settimana, «con una costanza più unica che rara».«Ettore ha sempre superato tutti i test a pieni voti», ha sottolineato Marchi, compresa la risonanza magnetica che ha escluso l’esistenza di patologie.

Si è ritenuto di «poterlo reinserire in famiglia con la predisposizione di tutti gli strumenti necessari per la tutela della sicurezza ed incolumità pubbliche».

I consulenti della difesa «hanno acclarato che Ettore ha dimostrato grandi capacità di recupero, doti di adattabilità, resistenza e resilienza con il raggiungimento di nuove competenze» e che non ha perso la fiducia verso l’uomo.

«Auspico – conclude l’Avvocato Marchi – che chiarita ulteriormente la dinamica dei fatti, questa vicenda possa trovare il giusto componimento in ogni sede per restituire la necessaria serenità per andare avanti alle famiglie coinvolte». —

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