Morto a 65 anni Giuseppe Amatulli, volontario dai tempi del terremoto

TARCENTO. Lutto nel mondo del volontariato tarcentino per la scomparsa di Giuseppe Amatulli, che si è spento a 65 anni all’ospedale di Udine, dove era stato ricoverato il 5 ottobre.

Nell’ultimo periodo le sue condizioni di salute erano peggiorate e nonostante gli sforzi del personale sanitario non c’è stato nulla da fare. La notizia della sua morte si è diffusa subito nella cittadina sul Torre, dove Amatulli è stato attivo per tanto tempo in numerose realtà: per molti anni è stato operativo nel gruppo comunale della Protezione civile, nel direttivo del gruppo Ana e, in passato, anche nella Pro loco.


A queste realtà si era unito soprattutto per la sua passione di radioamatore, che lo avevano reso un protagonista tra i volontari ai tempi del terremoto del 1976, quando aveva partecipato nella gestione dei ponti radio sul Bernadia per favorire la comunicazione in quei momenti difficili.

Quella passione per il “Cb” Amatulli l’ha coltivata per tutta la vita, tanto che alla fine degli anni Ottanta si era preso l’impegno di portare avanti l’attività dell’associazione di appassionati “Sot la Nape” e tuttora si dava da fare per organizzare l’annuale deposizione della corona di alloro sul cippo dedicato ai radioamatori sul Bernadia. Ogni anno a maggio, in occasione dell’anniversario del sisma, vi si recava con i suoi amici delle penne nere (a eccezione di questo 2020 per l’emergenza sanitaria).

A Tarcento è vivo il ricordo di quest’uomo sempre presente nella comunità: «Fu lui – racconta Moreno Bellotti, capogruppo della Protezione civile tarcentina – a farmi entrare nel gruppo 30 anni fa: lo conobbi a una gara sportiva dove lui gestiva la comunicazione».

«Per 31 anni, dal 1984 – ricorda Italo Rovere, già capogruppo Ana Tarcento –, mi ha seguito nel direttivo delle penne nere: era sempre pronto a dare una mano, partecipò anche ad alcune trasferte per aiutare i terremotati in Abruzzo».

Giuseppe Amatulli era nato a Udine e aveva prima vissuto a Pinzano e poi a Montegnacco di Cassacco, dove la famiglia gestiva il casello ferroviario: entrò a lavorare nelle Ferrovie dello Stato, dove inizialmente fece il manovratore di mezzi a Opicina e in seguito si spostò alla direzione di Udine.

Fu anche alpino alla caserma Feruglio di Venzone, dove si mise a disposizione per recuperare i morti sotto le macerie del terremoto del 1976. Amatulli lascia la moglie Luisa e i figli Giulia e Stefano. I funerali saranno celebrati domani alle 10.30 in duomo a Tarcento.

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