Muore a 23 anni tre giorni dopo l'incidente, ecco chi era Cristian: "Un ragazzo generoso"

Il 23enne di Ciseriis si è spento a tre giorni dall’incidente. La madre: donati gli organi, erano le sue volontà

Cristian D’Agostini non ce l’ha fatta. Il ventitreenne, coinvolto nel terribile incidente avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, è morto all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove era stato portato d’urgenza dopo lo schianto del suo furgoncino contro un guardrail a Ciseriis.

Per tre giorni il giovane è rimasto fra la vita e la morte, ma le gravissime ferite riportate nell’urto non gli hanno lasciato scampo. La sua famiglia ha predisposto la donazione degli organi, seguita dal personale sanitario del nosocomio udinese.



«Era una volontà che lui stesso ci aveva espresso – ha dichiarato la madre Elisabetta –: Cristian era un ragazzo estremamente generoso, sempre pronto a darsi per gli altri. Amava molto gli animali e mi viene da pensare che quella tragica notte forse è stato un animale selvatico che gli ha attraversato la strada a fargli perdere il controllo del mezzo».

Quella curva pericolosa in via Martiri della Libertà, dove il furgoncino è finito contro il guardrail, Cristian la conosceva bene visto che si trova a poche centinaia di metri da casa sua e la percorreva ogni giorno per andare a lavorare, per andare a incontrare gli amici e rincasare.

La comunità di Tarcento è in lutto per la perdita di una persona così giovane e ben voluta: «Era un don Chisciotte, lui lottava sempre perché le cose fossero fatte bene, un paladino della giustizia», lo ricorda ancora mamma Elisabetta, consapevole che suo figlio lascerà un grande vuoto anche fra i tanti amici con i quali ha condiviso tanto tempo e che in questi giorni si sono stretti alla famiglia, anche loro alla ricerca di un perché per questa scomparsa.

Al bar Marinelli, nell’omonima via centrale di Tarcento, che lui frequentava assieme agli amici, Cristian era quello che a volte si fermava a parlare con i gestori, raccontando di sé, delle sue giornate, delle sue esperienze quotidiane: anche in quel locale Cristian lascia un grande vuoto.

Lui amava la compagnia di tutti quegli amici con i quali aveva trascorso anche la sera prima dell’incidente, ma era anche un giovane impegnato nel lavoro: dopo aver frequentato le scuole medie a Tarcento, si era formato come elettricista al Civiform di Cividale e subito dopo aveva iniziato a lavorare alla Coseano Impianti di Pasian di Prato. Anche nel lavoro non si tirava indietro.

Venerdi pensava di restare a dormire da amici, ma poi aveva deciso di rincasare. Cristian D’Agostini lascia nel dolore la mamma Elisabetta, il padre Stefano e il fratello Patrick. E tantissimi amici che non lo dimenticheranno.

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