Fatte brillare tre bombe della Grande Guerra trovate nel campo sportivo

MORTEGLIANO. Trovate altre tre bombe a mano e lo spezzone di una quarta nel campo sportivo di Mortegliano, ma non è finita: sono appena a metà i lavori di bonifica, ordinati dal Comune dopo il ritrovamento dei primi due ordigni simili il 2 luglio scorso, quando stava per iniziare la posa del manto in erba sintetica.

Mercoledì 14 ottobre in mattinata gli specialisti del 3° Reggimento Guastatori sono intervenuti per il riconoscimento dei residuati, che potrebbero risalire alla prima o alla seconda guerra mondiale, e il loro brillamento. All’operazione, diretta dalla Prefettura di Udine, hanno partecipato i carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Andrea Zomero.

Il campo di sfogo, che si affaccia su via Arborea, è parte del polisportivo “Franco Beltrame”. Nessuno per decenni avrebbe immaginato che sotto i piedi dei calciatori si celasse una tale quantità di oggetti bellici, potenzialmente pericolosi. Il ritrovamento delle prime due bombe è avvenuto  il primo giorno dei lavori da parte della società vincitrice  della gara d'appalto, un’Ati fra le ditte Temi Srl di Pasian di Prato, incaricata delle sottostrutture, e Tagliapietra Srl  di Basiliano per la posa del manto sintetico.

Sospesi i lavori, il Comune aveva allertato i carabinieri e la Prefettura, che aveva avviato la procedura per il debombing. Dal’indagine di routine preliminare con il metaldetector erano stati evidenziati 26 punti corrispondenti a materiali metallici interrati: ogni punto era stato segnalato con un picchetto e una striscia di nastro bicolore, in attesa di verificare se si trattasse di oggetti non pericolosi o di ordigni. Erano intervenuti il sindaco, Roberto Zuliani, il tecnico comunale, i carabinieri. Due dei siti sospetti, subito scavati, avevano evidenziato a circa due decimetri sotto la cotica erbosa due bombe a mano, fatte successivamente brillare dagli uomini del Genio in una cava, a metà strada fra Mortegliano e Lavariano, dove vengono macinati inerti.

IGli artificieri della caserma Berghinz di Udine, recatisi sul posto, hanno confermato la presenza di diversi ordigni bellici ancora attivi, catalogandoli in tre bombe a mano mod. Sipe he (alto esplosivo), una bomba a mano “spezzone di tubo esplosivo”, tutte di nazionalità italiana e risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Dopo aver messo in sicurezza gli ordigni, gli stessi sono stati trasportati in un luogo idoneo al brillamento, nella cava Zanini Oliviero Srl nel comune di Mortegliano, dove in una buca, in gergo militare detta “fornello”, con l’innesco di altro esplosivo militare, alle 13 odierne sono state definitivamente neutralizzate.

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