Perché i friulani non usano Immuni? Noi l'abbiamo scaricata e rispondiamo alle domande più frequenti sull'App

In Fvg l’11,5% dei residenti al di sopra dei 14 anni ha attivato Immuni sul cellulare. Due le catene di contagio ricostruite in regione con l’app. Le risposte a tutti i dubbi

In Friuli Venezia Giulia sono appena 2 i casi di positività al coronavirus registrati tra gli utenti che hanno scaricato Immuni. La nostra regione è in coda alla classifica, assieme a Sicilia (2 casi come in Fvg), Calabria, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta (un caso ciascuna). In tutta Italia, secondo i dati del Dipartimento per la Trasformazione Digitale e del ministero della Salute i casi accertati grazie all’app di contact tracing sono 419 (Il nostro speciale)

In Fvg la scarica uno su dieci

Il numero tanto basso di contagi censiti nella nostra regione è spiegabile per almeno due ragioni. Il primo: il Fvg resta una delle regioni con la più bassa progressione di nuovi casi di coronavirus. Il secondo: soltanto l’11,5 per cento dei friulani ha scaricato sul proprio smartphone Immuni. Si tratta del dato più basso del Nord Italia dopo la Valle d’Aosta. Un dato, quello di fine settembre, che comunque migliora significativamente la performance registrata nel mese precedente, quando il numero dei download in regione superava di poco l’8 per cento della popolazione. La media italiana è del 12,5 per cento e tiene in considerazione solo gli over 14.



Impennata di download
Nelle ultime settimane è scattata la corsa a Google Play e App store, le piattaforme di scaricamento da cellulari Android e Apple, dovuta probabilmente all’aumento progressivo dei contagi e alle campagne televisive e social volute dal governo: nell’ultima settimana l’app è stata scaricata da 1, 2 milioni di italiani, con il totale dei download che a lunedì (ultimo dato ufficiale disponibile) ammontava a 8,6 milioni. Sono 10.060 invece le notifiche inviate dall’app agli utilizzatori per segnalare il contatto con utenti risultati positivi (567 in tutto).

Immuni, l'app di tracciamento per il Covid-19: come funzionerà tra privacy e possibili errori di calcolo



Il nuovo corso dell'applicazione
Proprio ieri è stato comunicato il passaggio di consegne tra Bending Spoons, l’azienda che ha progettato e sviluppato l’app Immuni, e i professionisti di Sogei e pagoPA. Saranno questi utimi, d’ora in poi, ad occuparsi della manutenzione e degli sviluppi futuri di Immuni, sotto la supervisione del Commissario straordinario per l’emergenza, del Ministero della Salute e del Ministro dell’Innovazione. Il passaggio era previsto dal contratto senza alcun onere per l’amministrazione, siglato da Bending Spoons. Fra le prime novità previste in questa nuova fase, vi sarà l’integrazione di Immuni con le altre app europee di contact tracing nel contesto del protocollo di interoperabilità delineato dalla Commissione Europea. L’app italiana parte avvantaggiata rispetto agli omologhi programmi europei, anche considerando una legislazione particolarmente cautelativa sulla privacy. Punto questo che ha suscitato nei mesi scorsi un ampio dibattito, talvolta ai limiti dello stucchevole. Le domande sull’utilizzo dell’app, sono tante, ben sintetizzate sul sito messo a punto dagli sviluppatori (www. immuni. it). Proviamo a sintetizzare quelle più frequenti.

Cosa devo fare se Immuni segnala il contatto con un caso positivo?
Come spiegato nel sito ufficiale “se Immuni ha rilevato un contatto a rischio, significa che nei giorni scorsi sei stato a stretto contatto con una persona positiva al Covid-19 per più di 15 minuti. Potresti quindi avere contratto il virus, senza però manifestare i sintomi”. Il suggerimento è di seguire le raccomandazioni dell’app e di contattare il proprio medico di famiglia “evitando così il rischio per te e i tuoi cari ed eviterai di contagiare altri” . In quel caso le procedure indicate da una circolare del ministero della Salute pubblicata a maggio prevedono una quarantena fiduciaria di 14 giorni.

In quell’arco temporale, la persona entrata in contatto con un positivo dovrà evitare di andare a lavoro, ma anche tagliare i contatti con i congiunti. Le disposizioni di ministero e Aziende sanitarie non prevedono al momento un accesso automatico al tampone, che può essere comunque effettuato a discrezione e a pagamento nelle strutture del privato convenzionato. Soltanto il test antigenico può confermare la presenza nell’organismo del virus: nel caso in cui il tampone risultasse negativo, il soggetto può tornare a muoversi senza restrizioni.

Il limite dell’avviso digitalizzato è proprio questo: non essendo mediato (non c’è cioè una comunicazione di una persona, come gli addetti dei Dipartimenti di prevenzione) non permette al soggetto che lo riceve di avere una serie di indicazioni di base che le strutture operative normalmente forniscono. Un punto, questo, criticato aspramente dal presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga, che aveva spiegato come l’app regionale approntata da Insiel (e mai lanciata) prevedeva un passaggio intermedio affidato proprio alle Aziende sanitarie o comunque a call center appositamente formati.

Sono censiti dati sensibili come gli spostamenti?
Nessuna di queste informazioni è a disposizione di Immuni. Il sistema è basato sulla tecnologia Bluetooth Low Energy, non registra o condivide informazioni sugli utilizzatori o i loro contatti e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del Gps. L’app non può quindi determinare né dove è stato l’utilizzatore, né con chi.

Quali dispositivi sono supportati?
→ App Store
L'iPhone deve avere una versione di iOS pari o superiore alla 13.5. I modelli supportati sono: 11, 11 Pro, 11 Pro Max, Xr, Xs, Xs Max, X, 8, 8 Plus, 7, 7 Plus, 6s, 6s Plus, SE. Aggiorna iOS all’ultima versione disponibile prima di effettuare il download di Immuni.

→ Google Play
Lo smartphone Android deve soddisfare tutti e tre i seguenti requisiti:
• Bluetooth Low Energy
• Android versione 6 (Marshmallow, API 23) o superiore
• Google Play Services versione 20.18.13 o superiore
Aggiorna Android e Google Play Services all’ultima versione prima di effettuare il download di Immuni.

Immuni impatta sulla durata della batteria?
Secondo gli sviluppatori non si dovrebbero notare differenze nella durata della batteria dello smartphone. Immuni come detto usa il Bluetooth Low Energy, una tecnologia a basso consumo energetico. È la stessa tecnologia che tiene le cuffie senza fili costantemente connesse agli smartphone. L’impatto sulla batteria è minimo e l’utilizzo dell’app non causa surriscaldamenti o altri fenomeni inusuali.

Quanto traffico dati consuma Immuni?
Molto poco. Ogni giorno, l’app scarica i codici casuali degli utenti risultati positivi al Covid-19 per controllare se sei stato a stretto contatto con uno di loro ed eventualmente avvertirti. Questa operazione consuma al massimo qualche megabyte di traffico dati al giorno, più o meno come se caricassi una pagina di un sito web.

Immuni condivide i miei dati?
L’unico scopo di Immuni è aiutare a far fronte all’epidemia. Il progetto non ha fini di lucro e in nessun caso i tuoi dati verranno venduti o usati per qualsivoglia scopo commerciale, inclusa la profilazione a fini pubblicitari. I dati sono sotto la responsabilità del Ministero della Salute. L’eventuale condivisione delle informazioni rilevate, rigorosamente in forma anonima e aggregata, potrà avvenire per favorire la ricerca scientifica.

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