Si fece licenziare per l’indennità di disoccupazione: dovrà restituire i soldi all’azienda

Sentenza storica a carico di un addetto di un'azienda di Buttrio: il lavoratore fece di tutto per farsi allontanare per giusta causa

BUTTRIO. Indusse il titolare a interrompere il rapporto di lavoro per incassare l’indennità mensile di disoccupazione, ma dovrà restituire all’azienda il ticket per il licenziamento.

A deciderlo, con una sentenza che per la prima volta pone a carico del lavoratore il pagamento del contributo Naspi – richiesto alle aziende che per qualsiasi motivo lasciano a casa i loro dipendenti – è stato il giudice del lavoro del tribunale di Udine Marina Vitulli.


La vicenda fa capo al ricorso presentato dalla Gesman srl di Buttrio, attraverso il proprio legale Paolo Toffoli nei confronti di un decreto ingiuntivo del tribunale di Udine che imponeva all’azienda il pagamento di 11.267 euro (retribuzioni e tfr residui) al suo ex dipendente, un 41enne di Magnano in Riviera, licenziato per giusta causa. Era stato assunto nel 2005 come operaio tecnico manutentore all’interno dell’azienda buttriese che si occupa di gestione e manutenzione degli impianti di riscaldamento e climatizzazione, ma, come illustrato nel ricorso presentato dall’azienda, nel novembre del 2017 aveva comunicato al legale rappresentante della Gesman Alessio Ballico l’intenzione di rassegnare le proprie dimissioni a causa dei problemi di salute del padre, chiedendo di poter beneficiare del trattamento di Naspi.

Di fronte al rifiuto opposto dal legale rappresentante, che evidenziava l’alto carico di lavoro cui era sottoposta l’azienda in quel periodo, il dipendente minacciava di assentarsi dal lavoro costringendo il titolare a cacciarlo. Il legale rappresentante lo aveva invitato a prendere ferie, ma al termine dal congedo, il dipendente non si era presentato al lavoro malgrado ripetuti solleciti, né alla visita medica annuale. Questa la situazione riassunta nel ricorso presentato dall’avvocato Toffoli per l’azienda che, lamentando vizi e negligenze nel suo operato e danni economici a causa della sua assenza, lo licenziava per giusta causa il 2 gennaio del 2018. Un provvedimento in seguito al quale il lavoratore percepì 19.872 euro di Naspi. Per compensare le perdite e le spese relative al contributo per il licenziamento, la Gesman non corrispose al dipendente la retribuzione per i mesi di dicembre 2017 e gennaio 2018, la tredicesima e il tfr. Da qui la richiesta dell’ex dipendente sulla base della quale è stato emesso il decreto ingiuntivo di cui la Gesman ha chiesto la revoca per intervenuta compensazione tra il debito retributivo e il controcredito.

La versione dell’ex dipendente, assistito dagli avvocati Daniela Graziani e Giulia Pividori, è arrivata con la memoria di costituzione nella quale il 41enne asseriva di aver sempre svolto il proprio lavoro con scrupolo e diligenza, sosteneva che il clima in azienda era cambiato radicalmente con l’arrivo del nuovo presidente del consiglio di amministrazione e che proprio da quest’ultimo era partita la proposta di chiudere il rapporto di lavoro, compensando le indennità che spettavano al lavoratore con la somme da versare come ticket di licenziamento e paventando pesanti ripercussioni se non avesse firmato un atto di cessazione e uno di licenziamento prestampati, richieste che il lavoratore aveva respinto suscitando le ire del legale rappresentante che gli ordinò di assentarsi per ferie.

Trascorso il congedo, il tecnico non si era presentato al lavoro, e malgrado avesse respinto gli addebiti proponendo le proprie giustificazioni, era stato licenziato per giusta causa. Il tecnico respingeva anche le accuse su presunti danni arrecati all’azienda e ai suoi affari. Ma secondo il giudice, la decisione di recedere dal rapporto di lavoro era partita dal dipendente, così lo ha obbligato a corrispondere le somme relative al ticket e a un lavoro erroneamente svolto per complessivi 1.830 euro, soldi che verranno decurtati dai suoi crediti vantati per retribuzioni e tfr. Fin qui la conclusione della vicenda al tribunale del lavoro che, a giorni, avrà un seguito in sede penale.
 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi