Alla Quiete: «Noi non chiudiamo qui i colloqui si prenotano»

Salvatore Guarneri, il direttore sanitario dell’Azienda servizi alla persona (Asp) dopo aver letto e confrontato il Dpcm e l’ordinanza regionale, non cambia idea e conferma le visite parenti

UDINE. «Togliere agli ospiti la possibilità di incontrare una volta ogni due settimane i parenti ci sembra troppo, noi manteniamo gli accessi controllati». Salvatore Guarneri, il direttore sanitario dell’Azienda servizi alla persona (Asp) “La Quiete” di Udine, dopo aver letto e confrontato il Dpcm e l’ordinanza regionale, non cambia idea e conferma le visite parenti.

«Manteniamo le visite prenotate dalle 12 alle 12.30, in un’area dedicata in cui stanno distanziati. Vanno nel grande soggiorno al fianco al bar dove gli operatori accompagnano gli ospiti e assistono ai colloqui». In passato il direttore sanitario de La Quiete non vuole tornare al passato quando era stato uno dei primi a sospendere le visite parenti.

«Con le prenotazioni, di fatto, abbiamo introdotto una forte limitazione, basti pensare che, mediamente, un parente riesce a vedere l’anziano una volta ogni due settimane. La direzione sanitaria de “La Quiete” sta mettendo a punto un regolamento anche per consentire le visite dei parenti agli ospiti allettati. «Pensiamo – conferma Guarneri – di far accedere i parenti bardati con camici monouso, visiere e guanti».

L’Asp udinese continua a sottoporre a tampone gli operatori sanitari e ai test rapidi per prevenire possibili contagi da Sars-Cov2. Lo fa ogni due settimane anche se il Dipartimento di prevenzione lo prevede una volta al mese. Allo stesso modo, al personale viene garantita la vaccinazione antinfluenzale. —

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