“Sfratti” e attese La lunga notte delle associazioni senza più sede

Ieri addio a Villa Carinzia, tornata nella disponibilità dell’AsFo Il Comune in campo per trovare soluzioni, ma c’è la coda



Cercasi sede disperatamente. Se il Centro servizi volontariato – che, va ricordato, è regionale – sarà collocato a Torre, nelle stanze del centro anziani, grazie all’interessamento del Comune di Pordenone, resta il problema di trovare uno spazio per le associazioni che sono state sfrattate da villa Carinzia. L’Azienda sanitaria ha chiuso il “rubinetto” e la patata bollente è finita sul tavolo del Comune che però deve fare i conti con «decine di richieste di associazioni – chiarisce il sindaco Alessandro Ciriani – che cercano una sede nei locali del Comune per non dover affrontare costi di locazione. È comprensibile, ma non è facile nemmeno per noi. Stiamo comunque lavorando».


Lunedì l’assessore al patrimonio Walter De Bortoli ha convocato le associazioni rimaste sulla strada – Anioc, maestri del lavoro, Domus Naonis – per trovare una soluzione. Che, tuttavia, non è facile. «Alla fine una soluzione la troveremo – prosegue il primo cittadino –, certo è che bisogna iniziare a ragionare sul fatto che il Comune non può trovare sedi per tutti. In questi anni abbiamo messo a disposizione delle associazioni spazi in: via San Quirino, largo Cervignano, via Rovereto, nell’ex asilo di vicolo Selvatico, nell’ex Pn box. Ora che si sono conclusi i lavori al parco San Valentino sarà occupata anche l’ex cartiera, più tutte le sedi precedenti. Nonostante questo la lista d’attesa è ancora lunga». Secondo il primo cittadino «in prospettiva bisogna che le associazioni inizino a ragionare sulla condivisione degli spazi comuni, su sedi da condividere in una logica di rotazione, altrimenti non ne usciamo. Se poi si tratta di associazioni di carattere provinciale, sarebbe bene coinvolgere anche i Comuni contermini, che magari hanno spazi a disposizione».

Nel caso specifico, tuttavia, l’amministrazione ha garantito il proprio impegno per cercare una soluzione. Silvio Romanin, presidente di Anioc, non nasconde il proprio disappunto per la situazione che si è creata: «Se gli insigniti dal presidente della Repubblica e i maestri del lavoro meritano di essere trattati alla stregua di una associazione amatoriale di pesca sportiva, non posso che esprimere tutta la mia amarezza».

La soluzione iniziale probabilmente sarà precaria perché il Comune non ha comunque sedi nuove a disposizione. Nell’ambito della costruzione della nuova scuola Lozer e del progetto di riqualificazione dell’ex Fiera sono previsti nuovi spazi, così come in via Oderzo quando sarà trasferito il comando della polizia locale. Ma si tratta di operazioni che richiedono un certo tempo, che non si esauriranno certo in qualche mese. A maggior ragione in un clima di incertezza creato dall’emergenza Covid. —

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