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Schiaffi e minacce alla moglie: ex sindaco patteggia 4 mesi

Il professore di lettere in pensione ha chiuso la vicenda giudiziaria- Aveva già concordato un anno e otto mesi di reclusione per maltrattamenti

ARBA. Ha concordato altri quattro mesi di reclusione, con la condizionale, per lesioni, l’ex sindaco di Arba e professore di lettere in pensione Roberto Toffolo, 70 anni. La pena è stata patteggiata in continuazione dinanzi al gup Monica Biasutti ieri mattina con la precedente sentenza emessa dal giudice monocratico Milena Granata. Toffolo, per l’accusa di maltrattamenti nei confronti della consorte, aveva a suo tempo patteggiato lo scorso 14 luglio un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa. Per quest’ultimo capo di imputazione, infatti, era stato giudicato con rito immediato.

«Chiuso questo ultimo capitolo –ha osservato l’avvocato Luca Donadon, difensore di fiducia dell’imputato – si lascia alle spalle questa vicenda giudiziaria. La vicenda è stata ridimensionata e gli è stata concessa la possibilità di una pena sospesa, che gli evita il carcere». In udienza, ieri mattina a Pordenone, si è costituita parte civile la moglie di Toffolo, assistita dall’avvocato Danilo De Vito. Il pm Andrea Del Missier, titolare dell’indagine, ha contestato a Toffolo tre episodi di lesioni personali avvenuti il 4 settembre 2018 (sette giorni di prognosi), il 6 aprile 2019 (tre giorni di prognosi), il 21 aprile 2019 (15 giorni di prognosi). La contestata aggravante è legata al reato di maltrattamenti in famiglia, nel cui contesto sono state cagionate le lesioni personali (schiaffi, percosse e strattoni)


La procura ha contestato all’imputato anche un’ipotesi di minaccia aggravata dall’uso di armi e dal contesto di maltrattamenti. Il 4 settembre 2018 la moglie si era rifugiata in bagno per sfuggire alla sua furia. Il marito aveva cercato di sfondare la porta con un’ascia, gridando «Apri la porta! Ti ammazzo!». Un conoscente era riuscito a farsi consegnare l’accetta. I dissidi fra i coniugi erano peggiorati dopo l’insediamento dei coniugi Smaniotto, poi coinvolti in un’indagine per spaccio, nel complesso immobiliare di proprietà dei Toffolo. La moglie del professore non gradiva i nuovi vicini. Kleanthi Smaniotto è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione e la moglie Stephanie Ginette Smaniotto a tre anni di reclusione: la procura ha contestato loro di aver fatto i corrieri della droga (marijuana e cocaina) dalla Toscana al Maniaghese.



 

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