Addio all'ex assessore Damiani, il fratello: "Ho perso per il Covid l'ultimo ceppo della mia famiglia"

UDINE. I funerali di Gabriele Damiani - avvocato ed ex assessore a Udine, morto martedì 20 ottobre - si terranno venerdì 23 ottobre nel Duomo del capoluogo friulano. Pubblichiamo un ricordo del fratello Licio, collaboratore del nostro quotidiano.
 

L’ultima volta in cui ho visto mio fratello Gabriele, poco più di un mese fa, era una sera tiepida. Avevamo incontrato lui e la moglie Mary in via Vittorio Veneto. Era come sempre gioioso e pieno d’energia, anche se, diversamente dal solito, lo velava come una punta malinconica.

La notizia, della sua scomparsa mi è sembrata assurda. E’ vero che da una decina di giorni era ricoverato in terapia intensiva per questo maledetto covid, ma mi sorreggeva la grande speranza in una ripresa., pur se ogni sera mio nipote, l’avvocato Giorgio, mi dava brutte  notizie sull’andamento del male.

Scorrono come in un vecchio film i fotogrammi della nostra vita assieme. Le feste di Natale passate in famiglia nella sua casa, tappezzata dalle foto dei figli e dei personaggi con i quali era in contatto per la sua militanza politica nella Dc. Gli piaceva riempire le stanze di fiori e di ricordi personali, oltre che di foto. Si respirava un’atmosfera calda d’amore  E i viaggi a Lussinpiccolo a ritrovare le nostre radici perdute. E le domeniche allo stadio con i nostri figli, allora piccoli, quando giocava l’Udinese.

Lui dismetteva il riserbo di avvocato e di politico e impazzava a volte con alte grida alle fasi  del gioco. Era una persona aperta, cordiale. D’inverno andavamo assieme per una settimana di vacanza sui campi innevati di Sella Nevea, la cui strada era per me un tormento; un mattino mi ero bloccato sulla neve e lui si sganasciava dalle risate prima di aiutarmi a uscire da quell’impaccio. Era generoso. A dire la verità, anche in altre situazioni per me difficili mi è sempre stato di grande sostegno. Oltre a essermi fratello è stato un padre più giovane.

 Si è già data notizia dei suoi incarichi politici ai quali ha sempre adempiuto con equilibrio e rispetto per posizioni anche diverse dalle sue.  Ma voglio ricordare l’impegno, direi la passione, prodigata all’Enalc, dove è stato direttore negli anni Settanta della Scuola  Alberghiera Professionale di Udine: Diverse volte, camminando insieme a lui, ho visto persone ormai mature avvicinarlo con riconoscenza per ringraziarlo dell’impegno messo per la loro crescita professionale.

Ora si è aperto un grande vuoto. Ripensarlo nella terapia intensiva senza la possibilità di vederlo, di stringergli la mano, di accarezzarne il volto, mi angoscia. Quattro mesi fa, a Pesaro, ho perso, sempre per il covid, mio cugino che amava il mare, la vela e le regate. Ora ho perduto l’ultimo ceppo che rimaneva della nostra vecchia famiglia. lussignana trapiantata a Udine e innamorata del Friuli.

 

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