Al ritmo del battito del cuore di mamma e papà: così Elisa insegna la danza ai neonati

Maestra con 25 anni di esperienza, ha deciso di dedicarsi ai più piccoli: “Crescono con la musica” 

UDINE. Il ritmo del cuore che batte. È la prima musica che il bimbo ascolta nella pancia della mamma. Ed è quel ritmo che, appena nato, il piccolo tornerà a sentire. In una «danza cuore a cuore», in viaggio in due attraverso le note e il movimento. A condurre bambino e mamma – o papà – in questo percorso fatto di emozione, intimità, scoperta, è Elisa Picco, 43enne udinese, insegnante di danza classica e moderna con 25 anni di esperienza.

Ha pensato a loro, ai neonati e ai bimbi fino a 36 mesi (con corsi per i bimbi di 4 anni). Mancava una attività motoria pensata per accompagnarli nella loro crescita attraverso un percorso nuovo che unisce danza e motricità, chiamato danzatricità. E così ha deciso di abilitarsi in questa disciplina - lei è l’unica a Udine e in provincia a essere certificata - ideata da una insegnante di Saronno diplomata (come Elisa) all’Istd di Londra.

Il lockdown è diventato occasione per fare formazione. «Questo è un percorso – racconta – fatto di musica, ascolto, coordinazione, nel rispetto delle sviluppo del bambino che nei primi sei mesi viene stimolato attraverso il movimento del corpo della mamma. L’allievo è sempre il bimbo, noi ci muoviamo in modo a lui funzionale per stimolare il suo ascolto». E l’emozione per Elisa, nella sua prima lezione nella sede di Fata dei lillà, in via Pozzuolo, ha avuto il volto di un bimbo di tre mesi e mezzo «che quando fermavo la musica con lo sguardo mi chiedeva di farla ripartire. Forse sono stata così emozionata solo alla mia prima lezione tanti anni fa – dice sorridendo Elisa –. Sono piccoli ma capiscono e si fanno capire. Arriverà il momento in cui lo chiederanno con un sorriso e poi con la voce. Puntiamo a stimolarli sotto tutti gli aspetti attraverso il contatto con la mamma o il papà». Cuore contro cuore ci si muove all’unisono.

«Facendo esercizi e giochi, rispettando i tempi di ciascuno bambino – prosegue –, non è una competizione, non è un traguardo da raggiungere. Bisogna dare loro la possibilità di sperimentare tutte le nuove forme di movimento che desiderano in sicurezza». Ogni lezione è un viaggio, è tempo di qualità dedicato al bambino, senza le distrazioni di ogni giorno. È gioia di provare, di sentirsi liberi, di conoscersi. Un percorso di crescita da condividere assieme. «Una disciplina – spiega Elisa – che fa bene al fisico e alla mente, che insegna a stare assieme, a vincere le difficoltà e a superare l’emotività. Lavoriamo sull’immaginazione e non solo sul movimento». Sono stati attivati corsi massimo con 4 bambini in una struttura attrezzata per tutte le esigenze. E dove è possibile svolgere anche una “lezione di famiglia”. Un incontro unico con la mamma e il papà e il bambino, «un’ora che dedichi al bambino e ti ritrovi come coppia».

Alla Fata dei lillà («L’ho chiamata così perché il lilla è il mio colore preferito, la fata dei lillà è un personaggio della bella addormentata nella danza classica e poi è anche il colore dei miei capelli» sorride) ci si emoziona, ogni volta. A ogni battito del cuore.
 

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