Ecco i primi banchi a rotelle

Colpito dal virus, le condizioni si sono aggravate e da dieci giorni l’avvocato ed ex politico era in ospedale. Aveva 80 anni

Alessandro Cesare

È morto Gabriele Damiani, avvocato con la passione per la politica. Lunga la sua militanza nella Democrazia Cristiana, che gli permise di diventare consigliere e assessore comunale con le amministrazioni guidate da Angelo Candolini e da Piergiorgio Bressani, ricoprendo anche l’incarico di presidente dell’Amga, di direttore del Consorzio Aussa Corno, di amministratore straordinario dell’allora Usl di San Daniele. Aveva 80 anni.


Due settimane fa era risultato risultato positivo al Covid-19, ed era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Udine. «È successo tutto in pochi giorni, e la cosa più difficile è stata non poterlo salutare negli ultimi istanti – ricorda il figlio Giorgio –. I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma martedì mattina il suo cuore ha smesso di battere. Ringrazio il personale del Santa Maria della Misericordia per l’umanità e la sensibilità dimostrate».

Damiani si è avvicinato alla politica negli anni’70, militando nello scudocrociato, chiudendo la sua esperienza all’inizio del nuovo secolo dopo essere stato primo segretario cittadino dell’Udc e candidato alle elezioni europee. Eletto consigliere comunale tra il 1975 e il 1990, ha ricoperto il ruolo di assessore a Personale, Viabilità e Commercio tra il 1985 e il 1995 nelle giunte Candolini e Bressani. Quando quest’ultimo entrò nel Consiglio superiore della magistratura, fu lo stesso Damiani a reggere le sorti del Comune per qualche settimana, in qualità di consigliere anziano.

Classe 1939 (a novembre avrebbe compiuto 81 anni), Damiani era un esule istriano, nato a Lussinpiccolo. Trasferitosi in Friuli al seguito dei genitori, ha sempre abitato a Udine. Sposato con Maria Enrica, ha avuto due figli, Giorgio e Stefania. «Amava molto la sua città – afferma il figlio Giorgio – e nel corso della vita ha sempre messo al centro la famiglia e l’impegno civico. La sua più grande passione è stata la politica, mondo nel quale ha coltivato anche grandi amicizie, come quella con Angelo Candolini». Tra i vari incarichi ottenuti, oltre a quelli più prestigiosi in Amga, Aussa Corno e Usl, Giorgio Damiani ci tiene a ricordarne un altro: «Era stato presidente dell’associazione degli Stelliniani. Ci teneva davvero molto».

Smessi i panni di politico, Damiani ha portato avanti l’attività forense, facendosi apprezzare anche in questo campo. Non era difficile incontrarlo per la città insieme alla moglie. «Gli piaceva vivere la città», ammette il figlio.

Una delle altre passioni di Damiani era il calcio. «Spesso soffriva per l’Udinese e insieme a mio figlio – prosegue nel ricordo Giorgio – gli piaceva commentare i risultati delle partite». Calcio ma non solo, visto che gli piaceva seguire anche il ciclismo, in ricordo delle epiche sfide tra Coppi e Bartali. «Ho ricevuto la chiamata che mi annunciava la sua morte proprio mentre stava transitando per la città il Giro d’Italia – conclude Giorgio Damiani –. Un episodio che mi ha colpito molto, quasi i corridori volessero salutarlo per l’ultima volta». –

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