I genitori protestano: "Vogliamo controllare la qualità dei cibi per i nostri figli, ma ci lasciano ancora fuori dalle mense"

UDINE. «Controllare la qualità del cibo che viene servito ai nostri figli è impossibile fino a quanto non ci sarà consentito di entrare nelle mense». Il presidente della commissione mensa, Omar Toniutti ha messo in cima alla lista dei problemi da risolvere il divieto di accesso ai refettori. Un divieto temporaneo, legato alle disposizioni anti-covid che, tiene a precisare l’assessore all’Istruzione, Asia Elisa Battaglia, non dipende dal Comune.

«Dipendesse da noi avremmo già autorizzato l’accesso ma ci sono delle regole imposte per motivi di sicurezza che devono essere rispettate e da questo punto di vista, precisa, il nuovo dpcm ha imposto paletti ancora più stringenti. Insieme ai dirigenti - assicura - stiamo studiando le nuove disposizioni e cercando una soluzione che consenta anche ai genitori di svolgere il loro ruolo di controllo».

Rispetto alla qualità del cibo però, Battaglia si sente di rassicurare le famiglie: «Le verifiche da parte dei nostri uffici non si sono mai interrotte. Io stessa ho partecipato a diversi controlli a sorpresa e devo dire che non sono emerse criticità particolari. L’emergenza sanitaria ci ha costretto a rivedere molte cose anche perché i refettori in alcuni casi vengono usati come aule, ma molti problemi sono stati risolti e comunque l’attività di monitoraggio continuerà anche da parte di un tecnologo alimentare».

Secondo Toniutti però le segnalazioni da parte dei genitori sono aumentate: «Ovviamente si tratta di indicazioni che arrivano dai bambini e vengono veicolate dai genitori - precisa - e qui torniamo al problema principale: dobbiamo poter accedere alle mense.

Io lavoro in ospedale e so bene quanto sia importante garantire la massima sicurezza, ma penso che prendendo tutti gli accorgimenti del caso, non sia difficile consentire ai rappresentanti di mensa (ogni scuola ne ha uno e sono loro poi a eleggere il presidente della commissione, ndr) di poter svolgere il loro compito che è fondamentale per tutelare la salute dei nostri figli.

Rispetto allo scorso anno, sicuramente le segnalazioni sono aumentate e non riguardano solo l’organizzazione del servizio che, ci rendiamo conto, è sicuramente più complicata a causa dell’emergenza sanitaria e tenendo anche conto del fatto che l’azienda è al suo primo anno di appalto. Quello che ci preoccupa sono le segnalazioni che riguardano la qualità del cibo, su quella non possiamo transigere».

Nell’incontro di mercoledì 21 l’assessore ha ricordato che ogni giorno vengono serviti circa 4 mila pasti tra asili e primarie comunali e 2.200 di questi sono a carico della Ep spa che ha vinto l’appalto quest’anno.

«Che qualche bambino si lamenti quindi è normale - sostiene - perché sicuramente ci saranno piatti più o meno graditi a seconda dei gusti, ma al momento i controlli qualificati non hanno fatto emergere problemi inerenti la qualità».

Oltre alla IV Novembre e la Valussi, dove era già prevista la tipologia C, con le vaschette monoporzione, per mancanza di spazio a causa delle nuove norme anti Covid, anche la Rodari, Carducci, Girardini, Marconi e Montessori hanno dovuto rinunciare alla tipologia B plus che prevede pasti multi porzione, serviti in piatti lavabili, con pasta cucinata sul posto.

«Ogni scuola ha problematiche diverse - ricorda Battaglia - ma il distanziamento deve essere sempre rispettato». Per quanto riguarda il doposcuola invece l’atteso click day per le nuove iscrizioni è in programma o lunedì o martedì della prossima settimana. —

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