Incentivi Covid in sanità: non c’è l’accordo

I sindacati lamentano i tempi lunghi da parte della direzione dell’Azienda sanitaria udinese. Si cerca un’intesa in tempi stretti



Sono trascorsi due mesi dall’approvazione dello stanziamento delle risorse statali e regionali per la premialità dei lavoratori della sanità pubblica. Eppure non è stato ancora trovato l’accordo con la direzione dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale per la ripartizione dei fondi. Accordo che, invece, sarà siglato giovedì per gli operatori dell’area triestina.


Uno slittamento dei termini che sta innervosendo le parti sindacali, riunite ieri dall’AsuFc al tavolo di contrattazione. «Con grande dispiacere abbiamo riscontrato che per l’ennesima volta la direzione si è presentata al confronto con le organizzazioni sindacali senza alcun dato attendibile attinente al contesto e con una proposta a dir poco inaccettabile di assegnazione dei fondi». A dirlo è Stefano Bressan, segretario regionale della Uil Flp Udine, che insieme ai colleghi di Cgil e Cisl si sta occupando della questione. «Siamo costretti a constatare che, come consuetudine di ogni direzione, la contrattazione viene procrastinata per mettere la Rsu e le organizzazioni sindacali alle strette, visto le scadenze dei termini per gli accordi – aggiunge Bressan –. Le tempistiche per l’assegnazione dei premi Covid con le risorse statali è fissata al 15 dicembre 2020, quelle per i fondi regionali risulta essere a fine ottobre, pena il rientro delle risorse».

Tra i motivi dello scontro con la direzione di AsuFc emersi ieri durante l’incontro, il fatto che la parte statale di risorse (poco più di 3, 2 milioni di euro lordi) sarà distribuita solo tra gli operatori che hanno assistito direttamente pazienti Covid (circa 1. 200 dipendenti su 6. 000).

«Abbiamo chiesto di dare il giusto riconoscimento a tutti quei lavoratori che con coraggio e tenacia hanno contribuito a fronteggiare la pandemia anche se non a diretto contatto con i pazienti Covid, utilizzando le risorse regionali (la parte Covid ammonta a 2, 2 milioni su un totale di 7, 9 milioni di euro) attraverso la predisposizione di progetti qualitativi a zero ore. Specialmente in questo momento – sottolinea Bressan – ci sembra opportuno non penalizzare ulteriormente il personale già provato dalla pandemia andando a chiedere le ore maturate per il pagamento dei progetti».

Tra le richieste della Uil Fip, anche un riconoscimento per tutti quegli operatori che sono stati contagiati da Covid-19 sul posto di lavoro. «La direzione di AsuFc non sembra in linea con le nostre richieste - chiude Bressaan - ma non siamo disposti ad arrenderci a una logica di “mercato delle ore” in cui la spartizione, discutibile, scontenterebbe gran parte dei lavoratori».

Per quanto riguarda gli operatori che tra marzo e maggio hanno avuto a che fare con pazienti Covid, l’incentivo va da un minimo di 500 euro (per un’attività tra i 5 e i 9 giorni) a un massimo di1. 500 euro (per 25 o più giorni). –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi