Nuovo picco di positivi al coronavirus: il Friuli è circondato da regioni in difficoltà

UDINE. Nel giorno che segna il nuovo record di contagi in Friuli Venezia Giulia – 219 nel corso delle 24 ore –, la regione si scopre circondata da territori, nazionali e stranieri, che stanno decisamente peggio di lei e che, in alcuni casi, paiono aver superato quella sottile linea rossa che dalle parti di piazza Unità si spera di non riuscire nemmeno a sfiorare.

Veneto e Alto Adige


Ha fatto scalpore, mercoledì 21 ottobre, il dato dei contagi quotidiani del Veneto più che triplicato in appena 24 ore e che colpisce anche se dal totale vengono sottratti, come suggerito da Luca Zaia, i dati della provincia di Venezia (504 contagi) che ha caricato a sistema i casi degli ultimi sei giorni.

Il bollettino veneto, infatti, ha fatto segnare un aumento di mille 422 persone in più contagiate dal virus a fronte di 19.627 tamponi, con un dato che disegna un tasso di positività pari al 7,24%. In termini assoluti resta Verona quella con il maggior numero di infetti da inizio pandemia (8 mila 168). I casi attualmente positivi salgono a 11 mila 433, mentre i soggetti in isolamento fiduciario sono 13 mila 619 (+434). Scendono i numeri dei ricoverati con Covid nei normali reparti ospedalieri, 524 (-13), crescono invece i pazienti nelle Intensive, 66 (+5).

Pesante, soprattutto in proporzione al numero degli abitanti, è anche il dato dell’Alto Adige. Nell’intera Provincia si sono registrati 189 casi di contagio a fronte di mille 884 tamponi effettuati con una percentuale di positivi, perciò, che supera il 10%. Resta tuttavia immutato, a Bolzano, il numero dei pazienti Covid-19 ricoverati: 96 nei normali reparti ospedalieri e sette nelle Terapie intensive.

I dati dell'estero

A preoccupare, inoltre, sono anche gli andamenti della pandemia all’estero e soprattutto nei Paesi più vicini al Friuli Venezia Giulia a partire dalla Slovenia. Lubiana, come noto, ha già imposto il coprifuoco notturno in tutto il Paese e il divieto di movimento tra diverse regioni, ma anche ieri ha fatto segnare dati allarmanti se pensiamo ai mille 503 casi acclarati a fronte di 5 mila 891 tamponi con un tasso di positività, quindi, altissimo e pari al 25,51%.

Da bollino rosso, poi, è anche la situazione in Croazia dove i casi di ieri sono stati mille 424, facendo segnare un nuovo record giornaliero, e un tasso di positività ai test del 17,25% considerati gli 8 mila 255 esami giornalieri. A preoccupare, in ogni caso, è soprattutto la forte crescita dei pazienti in cura ospedaliera: attualmente ci sono 622 persone ricoverate oltre a 38 in Terapia intensiva.

Gli esperti indicano proprio la soglia di 600 ricoveri come limite che deve mettere in allerta il sistema sanitario di Zagabria. Con mille 958 nuovi contagi da coronavirus in un solo giorno, ma a fronte di 55 mila 96 tamponi effettuati e un tasso di positività del 3,55%, infine, l’Austria ha fatto registrare il picco assoluto dall’inizio della pandemia.

Vienna resta la città con i maggiori casi giornalieri, 514 su 5 mila 437 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, mentre la Carinzia si ferma a quota 55, e ci sono, in tutto il Paese, 960 pazienti ricoverati negli ospedali e 147 di essi necessitano delle cure della terapia intensiva.

La Regione

Numeri e trend, questi, che vengono monitorati dalla Regione. «Siamo ovviamente preoccupati – spiega Massimiliano Fedriga – perché, evidentemente, il nostro tracciamento funziona bene, a differenza di altri, e sicuramente meglio di quello di realtà come Slovenia e Croazia che dovrebbero, invece, implementarlo. Al momento, in ogni caso, non sono all’orizzonte in Friuli Venezia Giulia ulteriori restrizioni, e tantomeno ipotesi di coprifuoco, oltre a quelle già stabilite dal Governo con l’ultimo Dpcm.

È chiaro che per il futuro nessuno è in grado di avere certezze, ma penso che in questo momento dobbiamo tenere insieme la doverosa protezione sanitaria dei cittadini con la tenuta economica e lavorativa del Paese, perchè la mia preoccupazione è che, in caso contrario, rischiamo davvero di avere proteste e sommosse nelle piazze». —


 

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