Il test sierologico ai dipendenti e ai consiglieri: Porcia si “tutela”

Saranno coinvolti anche i volontari della Protezione civile Il sindaco: vogliamo monitorare le condizioni del personale

PORCIA. Il Comune ha deciso di dare la possibilità ai dipendenti, ai componenti del consiglio comunale, ai volontari della Protezione civile e ai volontari civici di sottoporsi a test sierologico per sapere se siano venuti a contatto con il Covid-19. Il test è volontario e anonimo e l’incarico è stato affidato a un soggetto privato.

Una iniziativa che l’amministrazione comunale ha pensato per avere una “fotografia” della situazione Covid in municipio con test che saranno anonimi.




«Non c’è un problema di contagi in municipio – mette le mani avanti il sindaco Marco Sartini –, ma una iniziativa che ci è venuta in mente per cercare di realizzare un monitoraggio dei dipendenti, dei consiglieri comunali e dei volontari della protezione civile e quelli civici, per capire che cosa è successo nei mesi dell’emergenza».

Il test sierologico, che si esegue con un prelievo ematico, indica infatti le se nel rilevare nel sangue gli anticorpi diretti contro il Covid: sono utili per stabilire se gli individui siano stati infettati dal virus e abbiano sviluppato una risposta immunitaria contro lo stesso.

«La volontà – prosegue il primo cittadino – è quella di avere un monitoraggio, per sapere chi ha sviluppato gli anticorpi».

Il test è anonimo e Sartini precisa che «l’esito lo avrà solo il medico del lavoro. Noi non avremo nomi, ma solo i numeri complessivi».



Il primo cittadino dice che «prima di prendere ogni decisione è necessario conoscere la situazione e per questo abbiamo deciso di organizzare questa situazione. Se viene fuori ad esempio che tutti hanno sviluppato anticorpi è un conto, se solo 30 o nessuno è un altro conto».

Il test – che è volontario e non obbligatorio – complessivamente coinvolgerà potenzialmente oltre un centinaio di persone, anche se essendo volontario non è detto che tutti aderiscano.

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«Abbiamo deciso di estendere i test anche ai volontari della protezione civile e a quelli civici che hanno lavorato durante la prima fase dell’emergenza. Anche in questo caso – prosegue Sartini – è voluta per avere un quadro della situazione soprattutto se dovessimo ancora inviarli sul territorio come già avvenuto nei mesi scorsi».

Nel caso in cui il medico lo ritenga opportuno, la persona sarà sottoposta anche al tampone naso faringeo.

Il costo per ogni test sierologico è di 40 euro a cui si aggiunge quello orario dell’infermiera che è di 25 euro. L’amministrazione ha previsto una spesa di 4.900 euro.

«Dato che il numero massimo delle persone che potranno sottoporsi al test è pari a 112 – afferma l’amministrazione – e presubilmente le ore che il corpo infermieristico dedicherà all’attività in loco sarà pari a 15 ore».


 

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