Il Fvg è la decima regione per tamponi effettuati

Lo rivelano i dati dello studio Gimbe. Il Friuli resta tra i territori con i migliori indicatori

UDINE. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 14-20 ottobre, rispetto alla precedente, un incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (68.982 vs 35.204) a fronte di un rilevante aumento dei casi testati (630.929 vs 505.940) e di un ulteriore netto incremento del rapporto positivi/casi testati (10,9% vs 7%). Dal punto di vista epidemiologico crescono i casi attualmente positivi (142.739 vs 87.193) e, sul fronte degli ospedali, si registra un’impennata dei pazienti ricoverati con sintomi (8.454 vs 5.076) e in terapia intensiva (870 vs 514). Più che raddoppiati i decessi (459 vs 216).

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In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 243 (+112,5%)
  • Terapia intensiva: +356 (+69,3%)
  • Ricoverati con sintomi: +3.378 (+66,5%)
  • Nuovi casi: 33.778 (+95,9%)
  • Casi attualmente positivi: +55.546 (+63,7%)
  • Casi testati +124.989 (+24,7%)
  • Tamponi totali: +202.871 (+24,8%)

«Con l’aumentare vertiginoso dei numeri – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – il dato nazionale non rende conto di marcate differenze regionali, oltre che provinciali, che indicano le aree che richiedono provvedimenti più restrittivi per circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso». Il report dei principali indicatori documenta un peggioramento in tutte le Regioni su tutti i fronti, fatta eccezione per il modesto incremento dei casi testati.

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Casi testati. Anche sul fronte della capacità di testing & tracing le performance regionali sono molto variabili: a fronte di una media nazionale di 1.045 casi testati per 100.000 abitanti, il numero varia dai 561 della Provincia Autonoma di Trento ai 1.832 del Lazio. Il Fvg, che ha lievemente peggiorato la propria performance rispetto alla scorsa settimana, è comunque tra le regioni che effettuano il maggior numero di tamponi.



«Il dato più allarmante – spiega il presidente – è la brusca impennata del rapporto positivi/casi testati dal 7% al 10,9%, che certifica il fallimento del sistema di testing & tracing per arginare la diffusione dei contagi». Le notevoli variabilità regionali documentano che la “prima diga” è definitivamente saltata in alcune Regioni: ad esempio in Valle d’Aosta oltre un caso testato su 3 è positivo e in Liguria quasi 1 su 4.

 

Relazione tra incidenza per 100.000 abitanti e incremento percentuale dei casi
Il grafico illustra il posizionamento delle Regioni in relazione alle medie nazionali di incidenza per 100.000 abitanti delle ultime 2 settimane (9-23 ottobre) e dell'incremento percentuale dei casi (16-23 ottobre).

L’incrocio dei quadranti indica i valori medi a livello nazionale.

Sull’asse orizzontale viene indicato il numero di nuovi casi (incidenza) per 100.000 abitanti nelle ultime 2 settimane. Questo valore viene permette di stimare quanti casi, in un determinato momento, sono positivi e potrebbero quindi trasmettere il contagio. Sull’asse verticale viene rappresentato l’incremento percentuale dei casi nell’ultima settimana. Questo valore indica, invece, quanto crescono velocemente i nuovi casi.

Pensando all’immagine di un lavandino, l’asse orizzontale indica quanto la vasca del lavandino è piena d’acqua (stima di tutti i casi positivi in un determinato momento) mentre l’asse verticale indica quanto velocemente sta uscendo acqua dal rubinetto. Nel riquadro verde, quindi, si posizionano tutte quelle Regioni che registrano un numero di nuovi casi per 100.000 abitanti nelle ultime 2 settimane e un incremento percentuale dei casi nell’ultima settimana inferiori alla media nazionale mentre, viceversa, le Regioni del riquadro rosso contano un numero di nuovi casi per 100.000 abitanti nelle ultime 2 settimane e un incremento percentuale dei casi nell’ultima settimana superiori alla media nazionale. Il riquadro giallo raggruppa, invece, le Regioni che hanno valori superiori alla media nazionale per nuovi casi per 100.000 abitanti nelle ultime 2 settimane (quindi che, verosimilmente, hanno la vasca del lavandino più piena) ma un più basso incremento percentuale (l’acqua esce dal rubinetto meno velocemente della media nazionale). Nel riquadro arancione, invece, la vasca è meno piena (i casi positivi in quel momento sono meno rispetto alla media nazionale) ma il rubinetto pompa più forte e la vasca ha una velocità di riempimento più alta (l’incremento percentuale dei casi è superiore alla media nazionale, con il rischio di strabordare nel riquadro rosso).


 


 

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