Il coronavirus cambia Ognissanti: benedizioni anziché messe affollate

Verso benedizioni, anziché messe affollate, nei cimiteri Chiariti i dubbi su bar, ristoranti e organizzazione di eventi

PORDENONE. La lotta al virus si fa sempre più difficile, ma Prefettura e sindaci alzano la guardia. Ieri si è tenuto un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza coordinato dal viceprefetto Alessandra Vinciguerra, alla presenza dei sindaci della città e dei capoluoghi di mandamento Ciriani, Spagnol, Carli, Di Bisceglie e Sarcinelli e dei rappresentanti delle forze dell’ordine, in testa il questore Odorisio, vertice dell’amministrazione della pubblica sicurezza sul territorio.

È stato fatto il punto sul dispositivo dei controlli, su come stiano andando le verifiche sul territorio e sulle mosse da mettere in campo per l’immediato futuro. A Ognissanti, per esempio, per evitare assembramenti nei cimiteri, attraverso una telefonata tra il viceprefetto Vinciguerra e il vescovo di Concordia Pordenone Giuseppe Pellegrini, si è convenuto che benedizioni, al posto delle tradizionali messe che richiamano un gran numero di persone, quest’anno sarebbero state preferibili. Di qui l’idea, da parte del presule, di sensibilizzare anche le parrocchie per contribuire, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, a innalzare il livello di sicurezza sul territorio.



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Si è parlato anche di celebrazioni per il 4 novembre, festa delle forze armate, che si terrà in linea con quanto deciso per il 25 aprile e il 2 giugno. Una modalità sentita, ma rispettosa delle norme anti virus.

E poi il tema dei controlli nei locali pubblici. Al momento non si è registrato un incremento delle sanzioni perché i cittadini hanno in larghissima maggioranza capito il momento e, insieme agli esercenti, fanno di tutto per rispettare le regole. Di qui l’intendimento dei sindaci di non attivarsi, con la Prefettura, al fine di chiudere vie o piazze perché di luoghi ingovernabili, per ora, non ce ne sono. Ci sono state, invece, alcune richieste d’intervento delle forze dell’ordine da parte di privati per segnalazioni di assembramenti o persone senza mascherine, ma basta un passaggio degli uomini in divisa per fare da deterrente e per ora situazioni particolari non si sono verificate.

Chiariti, poi, i dubbi circa convegni, congressi e iniziative pubbliche. Ai sindaci è stato ribadito che un conto sono le celebrazioni ufficiali civili e eventi sportivi autorizzati dalle federazioni, come tre gare ciclistiche imminenti, un altro eventi associativi in contesti in questo momento di secondo piano su cui è necessario interrogarsi sull’indispensabilità.

Si è, infine, tenuto, sempre in Prefettura, un secondo comitato, alla presenza anche del procuratore della Repubblica Raffaele Tito, sui patti per l’attuazione della sicurezza urbana. Sono disponibili contributi ministeriali per implementare i sistemi di sicurezza, videosorveglianza in primis, e hanno fatto richiesta di averne accesso i Comuni di Pordenone, per 170 mila euro, e di Prata, per oltre 174 mila euro.

Insieme alla Prefettura sono stati stilati i piani destinati a Roma per l’inserimento nelle graduatorie. Sinora nessun Comune della provincia ha mai avuto accesso a questi fondi perchè altrove l’indice di criminalità è maggiore rispetto a quello del nostro territorio. —

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