Le bollette dei rifiuti arrivano a pochi giorni dalla scadenza, il Comune di Udine assicura: «Nessuna sanzione»

Scontro con l’opposizione: «Disorganizzazione totale». L’assessore: «Responsabile la ditta che gestisce il servizio»

I bollettini per il pagamento della Tari stanno tardando ad arrivare nelle case degli udinesi. Il Comune, dopo aver ricevuto la segnalazione di alcuni cittadini, è uscito allo scoperto spiegando le motivazioni del disguido. Ma questo non è bastato all’opposizione, con Pd e Prima Udine che accusano la maggioranza di disorganizzazione, chiedendo di spostare di un mese la scadenza del pagamento (fissato al 30 ottobre).

«Ringrazio chi, preoccupato di non poter effettuare il pagamento entro la scadenza di fine ottobre, ha segnalato da qualche giorno al servizio Entrate di non aver ricevuto l’avviso Tari con il relativo bollettino di versamento – afferma l’assessore al Patrimonio Francesca Laudicina – ciò fa loro onore prima di tutto come cittadini, poi come contribuenti. Il pagamento effettuato in ritardo di qualche giorno, non essendo imputabile a negligenza del contribuente, non determinerà l’applicazione di sanzioni».

Gli uffici sono al lavoro per definire quanto tempo lasciare ai cittadini per saldare il dovuto. La responsabilità di quanto accaduto, come ribadito dalla stessa Laudicina, non ricade né sul Comune né sulla Net. La colpa sarebbe da imputare alla società che ha vinto l’appalto per la stampa, l’imbustamento e il recapito dei bollettini Tari, società con sede a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Il Comune ha già provveduto a segnalare i disservizi venutisi a creare. «La disorganizzazione del Comune sulla raccolta rifiuti e sulla Tari è completa – attacca il consigliere Cinzia Del Torre (Pd) –. Il disagio del “porta a porta” voluto dalla giunta, la mancanza di cestini per deiezioni canine e sigarette, i sacchi di rifiuti accumulati ai bordi delle strade in tutto il centro e ora la cittadinanza costretta a pagare l’intera tariffa 2020 in un solo mese, ovvero tra i 30 ottobre e il 3 dicembre. Sempre che i bollettini vengano finalmente consegnati. Il ritardo non è accettabile – aggiunge – anche perché il Comune conosceva il Piano Economico Finanziario per approvare la tariffa Tari già il 10 luglio.

La Giunta avrebbe quindi potuto prevedere scadenze più dilazionate per i pagamenti, ma purtroppo non è stata in grado di portare la decisione in Consiglio comunale fino alla fine di settembre». Secca la replica dell’assessore Laudicina: «Prenderemo spunto da quanto fatto dall’allora assessore Del Torre nel 2014, quando i bollettini della Tari arrivarono nelle case dei cittadini con due mesi di ritardo». Nulla esclude, comunque, che i bollettini possano arrivare entro il 30 ottobre nelle case degli udinesi.

Sul tema interviene anche il capogruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi: «Come sempre è colpa degli altri non di chi amministra il Comune e fa gli appalti, dalle mense agli avvisi Tari. In questo caso – sottolinea – pare che la gara fosse indetta con un valore di appalto fuori mercato, vinta addirittura con un ribasso di circa il 30% da una società di Caserta che ha contattato vari operatori di posta privata della città che hanno rifiutato il supporto logistico e la distribuzione. Adesso invece di nascondersi dietro un dito farebbero bene a spostare il termine al 30 novembre».

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