Superiori, lezioni online e in classe a rotazione (tranne che per prime e quinte): ecco cosa cambia da mercoledì in Friuli

Dal 28 ottobre al 20 novembre riduzione delle presenze anche nelle Università, consentito soltanto il 40% di studenti

UDINE. Nelle scuole pubbliche e paritarie si torna alla didattica a distanza. Da mercoledì prossimo e fino al 20 novembre, almeno nella metà delle classi le lezioni si svolgeranno online, mantenendo la maggiore attività in presenza nelle classi prime e quinte. Anche nelle aule universitarie di Udine e Trieste e della Sissa, la percentuale degli studenti in presenza scende dal 50 al 40 per cento. Pure in questo caso i rettori stanno valutando se privilegiare le lezioni in presenza per le matricole. Così recita la nuova ordinanza firmata, ieri sera, dal governatore Massimiliano Fedriga, per contenere la curva del contagio.

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In assenza di lockdown, da mercoledì gli insegnanti andranno a far lezione anche nella metà delle aule vuote collegati a distanza con gli studenti. Questo nelle scuole superiori dove le lezioni in presenza saranno privilegiate per gli allievi appena arrivati delle classi prime e per quelli giunti all’ultimo anno che dovranno affrontare l’esame di Stato. La didattica digitale integrata resta confermata per gli allievi con disabilità, con bisogni educativi speciali, per quelli ricoverati nelle strutture sanitarie o in cura nelle proprie abitazioni e nelle scuole carcerarie. Tenendo conto dell’organico che hanno a disposizione, i presidi dovranno riorganizzare il sistema alternando la didattica in presenza e quella digitale integrata per singole classi. L’ordinanza abbassa anche negli atenei la presenza degli iscritti nelle aule, dove la percentuale non potrà superare il 40 per cento. Al momento è al 50 per cento. La nuova misura non sarà applicata nei laboratori e per lo svolgimento dell’attività di ricerca, neppure per il terzo livello di formazione e nell’organizzazione dei master.



Fedriga ha deciso di introdurre le nuove limitazioni dopo aver valutato con la task-force Covid, il report settimanale del ministero della Salute sul contagio dal quale emerge che il Fvg è tra le regioni con un trend settimanale di casi in aumento a seguito di focolai associati ad attività ricreative che comportano assembramenti, con un incremento della trasmissione in ambito familiare e domestico.

Il differenziamento negli orari di ingresso e uscita dalle scuole non è stato, infatti, ritenuto sufficiente per contrastare il diffondersi dell’infezione. Rientrando nella fascia di rischio “moderata ad alta probabilità di progressione”, è risultato «particolarmente opportuno ridurre gli spostamenti a carico del trasporto pubblico locale» visto che «il notevole aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici degli studenti degli istituti scolastici secondari di secondo grado può favorire i casi di assembramento». Ieri, per l’intera giornata, tutti questi aspetti sono stati valutati anche dall’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, con i dirigenti scolastici delle scuole superiori.



Il governatore ha prorogato fino al 9 novembre le limitazioni per gli eventi e le competizioni sportive individuali e di squadra delle società professionistiche, nonché delle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Coni, dal Cip e dalle rispettive federazioni. Fedriga ha prorogato, sempre fino al 9 novembre, pure le limitazioni all’accesso dei parenti e dei visitatori nelle strutture di ospitalità a lungodegenza, nelle residenze sanitarie assistite (Rsa), negli hospice, nelle strutture riabilitative e nelle strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non. Sugli spettacoli, invece, l’unica modifica riguarda le strutture con capienza pari o inferiore ai 600 posti a sedere, per le quali verranno applicate le disposizioni governative.

 

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