Connessioni e computer: ecco come le scuole si organizzano per le lezioni a distanza

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UDINE. I presidi hanno ancora due giorni di tempo per introdurre la didattica digitale integrata nel 50 per cento delle classi, privilegiando le lezioni in presenza nelle prime e nelle quinte. E soprattutto per verificare se tutti gli studenti sono dotati di computer e della connessione senza la quale non sarà possibile seguire le lezioni.

Lunedì 26 ottobre l’Ufficio scolastico regionale e l’assessorato regionale all’Istruzione inizieranno a monitorare le esigenze dei singoli istituti. Hanno istituito, infatti, un protocollo di comunicazione istituzionale esteso ai sindaci e alle Aziende di trasporto per – assicurano la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame e l’assessore Alessia Rosolen – trovare soluzioni ai singoli problemi e accertare le carenze. Abbiamo deciso di unire le forze per perseguire l’obiettivo che è la formazione».



I dati sui contagi da Sars-Cov2 registrati nella settimana dal 12 al 17 ottobre rivelano che la didattica in presenza è già stata sospesa in 75 classi per un totale di 1.433 studenti. I docenti in quarantena sono 275, ai quali vanno aggiunti 21 tra bidelli e amministrativi e 1.467 allievi. Questo il bilancio dei positivi: 32 insegnanti, 9 non docenti e 174 studenti.

All’indomani della pubblicazione dell’ordinanza che resterà in vigore da mercoledì al 20 novembre, la direttrice dell’Usr si dice certa che ogni dirigente, forte dell’autonomia scolastica, organizzerà al meglio anche questa ennesima sfida contro il virus.

«Non vedo grosse difficoltà, nelle scuole superiori la didattica digitale era già prevista dalle linee guida e a brevissimo partirà il monitoraggio sulle esigenze delle scuole». Quello che la direttrice dell’Usr non esclude sono i problemi di connettività nelle cosiddette zone bianche non ancora raggiunte dalla fibra.

«Le scuole potrebbero aver bisogno di un maggior numero di computer, di chiavette e connessioni proprio perché devono alternare la didattica tra casa e scuola. Ecco perché abbiamo avviato anche la mappatura delle aree prive di rete».

La direttrice insiste su questo fatto perché, spiega, «i computer già assegnati in comodato d’uso agli studenti sono nelle loro case, mentre ora le attrezzature informatiche servono anche in aula per evitare di interrompere le ricerche e di creare fratture nella didattica».

Beltrame chiarisce che «l’indicazione di mantenere la presenza nelle classi prime e quinte non è un obbligo. Quella firmata da Fedriga è un’ordinanza flessibile che i presidi possono applicare a loro discrezione la percentuale di almeno 50 per cento della didattica digitale integrata». Nelle scuole primarie e nelle medie, invece, si continuerà a far lezione in presenza.



La direttrice è convinta che i presidi non incontreranno grossi problemi: domani e dopodomani riorganizzeranno gli orari e li comunicheranno alle famiglie. La scelta di limitare le presenze a scuola, escludendo gli ingressi scaglionati, è stata dettata dalla necessità di ridurre gli assembramenti soprattutto alle fermate degli autobus e all’esterno degli istituti. Luoghi dove il contagio da Sars-Covd2 trova meno barriere.

Nella fase 2 della pandemia da coronavirus anche l’assessore vuole evitare una nuova chiusura degli istituti. «La Regione è disponibile a sostenere lo sforzo organizzativo delle scuole» assicura Rosolen nel far notare che in questo momento, a differenza di quanto avvenuto la scorsa primavera, non ha più la possibilità di ricorrere al Fondo sociale europeo (Fse) che le aveva consentito di assegnare un milione di euro per l’acquisto di computer e chiavette.

«La mia idea era quella di preparare una norma per il finanziamento delle attrezzature mancanti, ma devo attendere l’approvazione del Programma operativo nazionale (Pon), lo strumento con il quale il ministero intende sostenere l’acquisto dei dispositivi informatici». Ancora una volta, Rosolen, per evitare doppioni, è costretta ad attendere le scelte nazionali per decidere poi il nuovo riparto dei fondi necessario per coprire le esigenze delle scuole. Da qui l’avvio già da domani del monitoraggio.

Resta da sciogliere il nodo connessioni. Dovranno farlo gli assessori ai Lavori pubblici, Graziano Pizzimenti, e al Patrimonio, Graziano Callari, visto che, in Friuli Venezia Giulia, il 16 per cento delle famiglie non dispone di una connessione domestica.

La stessa Regione e l’Ufficio scolastico regionale stanno sollecitando a rispondere ai questionari soprattutto le 30 scuole che finora non l’hanno ancora fatto: «In questo quadro incerto – sottolinea Rosolen – dobbiamo disporre di un monitoraggio completo e far partire gli interventi». E per favorire il coordinamento istituzionale, la Regione e l’Usr hanno istituito il protocollo comunicativo e le riunioni di coordinamento regionale e locale ampliate alle aziende di trasporto pubblico locale. —


 

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