Il vescovo riunisce parroci e fedeli: si prega contro la pandemia come ai tempi della peste del 1555

UDINE. Domenica 25 ottobre, alle 17, nel santuario della Beata Vergine delle Grazie in Giardin Grande, si rinnova il tradizionale “voto cittadino” con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, che avrà al suo fianco i parroci della città.

Il “voto cittadino”, istituito nel 1555 per debellare la peste, ripetuto più volte nei momenti di grandi tragedie e difficoltà che hanno segnato la storia della città, è diventato un appuntamento annuale che riunisce autorità civili e religiose per un grande omaggio alla Madonna delle Grazie e per chiedere la sua protezione su Udine.

Una celebrazione che quest’anno assume un significato ancor più profondo trovandoci in tempo di pandemia. Non a caso, durante il periodo del lockdown l’arcivescovo Mazzocato ha voluto celebrare proprio in questo santuario le messe, feriali e festive, trasmesse in diretta televisiva, un invito rivolto alla comunità diocesana a stringersi in preghiera attorno alla Beata Vergine delle Grazie.

Il santuario è sorto nella seconda metà del XV, durante il dominio della Repubblica Veneta, allo scopo di custodire un dipinto che fino a poco tempo prima era in castello. L’opera, ricevuta in dono dal sultano di Costantinopoli, apparteneva al cavaliere veneto Giovanni Emo e raffigurava una vergine.

Dopo la prodigiosa guarigione avvenuta a beneficio di una sua cuoca gravemente ferita, furono attribuiti alla Madre di Dio alcuni poteri taumaturgici e fu così deciso il suo trasferimento alla chiesa dedicata ai santi Gervasio e Protasio posizionata in “Giardino Grande”, dove erano stati da poco insediati i frati Servi di Maria. L’8 settembre del 1479 con una processione la tela fu dunque trasportata dal colle alla chiesetta.

L’immagine, di stile bizantineggiante, raffigura la beata Vergine Maria con il volto leggermente inclinato verso il Figlio che è presentato mentre allatta. Nella parte alta dell’immagine si legge la parola “Madre di Dio”.

Dal giorno in cui l’immagine della Vergine fu spostata ai nostri giorni, la devozione verso la Beata Vergine delle Grazie non ha conosciuto interruzione: ne fanno fede i molti ex voto che si conservano nel santuario.

La “Madonute des graziis”, com’è chiamata, è stata presenza viva negli ultimi cinque secoli degli udinesi e dei friulani, che hanno amorevolmente contribuito alla costruzione, alla conservazione e alla decorazione del suo santuario, e che si sono rivolti a lei soprattutto nei grandi momenti di emergenza sociale e nelle principali tappe della propria vita personale. Ne fa appunto fede la celebrazione annuale del “voto cittadino”. Così avvenne anche durante il terremoto del 1976. —

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