La sua più grande passione era la musica: morto in terapia intensiva dopo il contagio

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UDINE. Amava la musica Giorgio Zambon ed è con le note che gli amici lo ricorderanno in una sorta di concerto virtuale. Zambon, che aveva 70 anni, si è spento, giovedì 22 ottobre, in un letto del reparto di terapia intensiva del Santa Maria della Misericordia dove era ricoverato dal 9 ottobre a causa del Covid.

Da anni Zambon lottava con la distrofia muscolare e anche per questo era stato particolarmente attento nell’adottare tutte le precauzioni necessarie.

«Non usciva più di casa da tempo ma nonostante questo - dice la moglie Milvia Godeassi - il virus l’ha colpito. Dobbiamo fare tutti molta attenzione: è questo il messaggio che avrebbe voluto comunicare a tutti. So che in tanti vorrebbero dargli l’ultimo saluto, ma è più prudente farlo da casa con una preghiera e una canzone».

Impossibile sceglierne una sola nella sua collezione che conta 3 mila 45 giri e 6 mila compact disk. Capocentro lavorazione dati in un’azienda privata, Zambon era in pensione dal 2009 e si era dedicato alla sua più grande passione: la musica.

Zambon non è l’unica vittima del coronavirus: sabato 24 sono mancati anche un 59enne di Sappada e una 78enne di Socchieve. Dall’inizio della pandemia sono 85 le persone decedute a causa del Covid in provincia di Udine.

In regione sono stati rilevati 412 nuovi contagi con 6.521 tamponi eseguiti. Le persone risultate positive al virus in regione dall’inizio della pandemia ammontano in tutto a 7.827 di cui 2.776 a Udine.

Per quanto riguarda le scuole, in una classe seconda del liceo scientifico Marinelli è salito a sette il numero degli studenti risultati positivi al tampone. Dopo il primo caso, il dirigente scolastico Stefano Stefanel ha deciso di lasciare a casa l’intera classe sfruttando l’opportunità della didattica a distanza che proseguirà anche per tutta la prossima settimana.

Nei giorni scorsi l’azienda sanitaria ha comunicato l’esito del primo tampone che ha visto salire a sette i positivi, tutti asintomatici. «I ragazzi sono in attesa dell’esito del secondo tampone – spiega Stefanel – ma in ogni caso resteranno a casa per altri sette giorni. Se saranno tutti negativi, come speriamo, torneranno in aula lunedì 2 novembre. Adesso dobbiamo anche tenere conto dell’ordinanza che ci impone di fare lezioni online in almeno metà delle classi».

Oltre alla seconda con i sette positivi, altre due classi sono alle prese con il Covid. «Una quinta potrebbe tornare in presenza a breve mentre per una prima – continua il dirigente – il tampone è in programma domani». Per le scuole organizzare le lezioni sta diventando sempre più complicato.

«La situazione non è semplice – sottolinea Stefanel –, ma adesso siamo in grado di attivare immediatamente la didattica a distanza. La scuola non si deve fermare e sappiamo che, quando è possibile, è meglio lavorare in presenza». —

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