Casa di riposo, niente visite E il bilancio è in rosso

Sospesi i contatti con i parenti degli 80 assistiti. Organizzazione ridisegnata A marzo fu tra le residenze più colpite in Friuli: perdite stimate fino a 500 mila euro

/ MORTEGLIANO

È stato uno dei primi focolai scoppiati in Friuli. Era marzo e durante i mesi più pesanti della pandemia, la casa di riposo Rovere Bianchi di Mortegliano si ritrovò a contare 19 vittime tra gli ospiti. Oggi, con l’impennata dei positivi al virus, la residenza per anziani ha di nuovo stoppato le visite ai parenti e si deve riorganizzare. I numeri di un bilancio 2019 ancora da approvare, che prevede conti in rosso fino a 500 mila euro, mostrano la crudezza con cui il virus ha colpito. Pesano le mancate entrate dalle rette, dovute ai decessi e all’impossibilità fino ad agosto di far entrare nuovi assistiti in lista d’attesa, e le maggiori spese per personale e presìdi di sicurezza. Il sindaco di Mortegliano, Roberto Zuliani, ha le idee chiare. Sospese le visite (a oggi non ci sono contagiati nè tra gli ospiti nè tra i dipendenti), il primo cittadino cerca un direttore amministrativo – figura che alla Rovere Bianchi non c’è mai stata –, punta sull’aiuto della Regione per far quadrare i conti e ad approvare il bilancio entro il 30 novembre.


La riorganizzazione

In lista d’attesa ci sono oltre 60 anziani. La casa di riposo ha riaperto le porte in agosto (da allora i nuovi ingressi sono stati 15). «Abbiamo cominciato a far entrare altri assistiti – spiega Zuliani – con un rigido protocollo, perché sull’ospite viene eseguito un primo tampone, se negativo l’anziano viene inserito in casa di riposo ma isolato, dopo 14 giorni effettua un secondo test e soltanto se anche quest’ultimo è negativo la persona entra a tutti gli effetti nella quotidianità della residenza. Abbiamo poi sospeso le visite, dal 16 ottobre, autorizzate in casi eccezionali e in accordo con il distretto sanitario». La Rovere Bianchi resterà chiusa alle visite fino a nuove disposizioni. Il sindaco non nasconde i timori per i picchi di positivi. «Tutti siamo preoccupati anche perché stiamo inseguendo la situazione, non riusciamo ad anticipare gli eventi e quindi non sempre siamo preparati. Sappiamo anche che la vita deve andare avanti, soprattutto quella economica del Paese – aggiunge Zuliani – e trovo sconcertanti i continui attacchi a chi prende decisioni, dal Governo alla Regione fino ai Comuni. È il momento in cui si deve decidere e non ha senso contestare a priori. Assumo decisioni ogni giorno, se poi alla fine avrò commesso degli errori ne risponderò, ma subire attacchi continui è ingiustificato».

I conti e l’aiuto della Regione

Il sindaco ammette che nella bufera della pandemia la Regione è stata vicina alla Rovere Bianchi, inviando 18 persone e due medici. «Penso che anche in questa fase l’aiuto economico della Regione non mancherà – aggiunge Zuliani – e ritengo anche che i fondi alle case di riposo dovranno essere proporzionati alle perdite subite. Se poi dovremo tagliare qualcosa, lo faremo, ma sempre senza toccare i servizi». Con la volontà di migliorare la gestione il Comune è a caccia di un manager. «Vogliamo sia trait d’union tra la cooperativa e l’amministrazione comunale, così da migliorare il controllo sulla gestione. Siamo nella fase – conferma il sindaco – in cui ci stiamo informando sui costi per pianificare l’impegno di spesa e quindi redigere e pubblicare il bando». Ha stravolto tutto il Covid. Alla residenza di Mortegliano le rette sono state congelate e lo saranno fino a febbraio, quando, alla scadenza dell’attuale gestione, il Comune deciderà cosa fare. Anche perché, se è vero che la casa di riposo accoglie fino a 90 ospiti, le norme anti Covid impongono di tenere due stanze sempre vuote per eventuali casi di positività. Significa sei posti in meno, ma i conti vanno fatti quadrare. —

Arrosto di maiale con funghi e castagne

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi