Francesco apre alle unioni civili ma senza averne competenza: il Papa faccia il Papa

E così il Papa alla fine ha fatto anche questa: ha aperto alle unioni civili fra persone omosessuali.

Grande esultanza fra i progressisti e il famoso ceto medio riflessivo (poi un giorno qualcuno mi spiega che cos'è, a proposito). Malumori e mugugni fra i conservatori, fra i promotori del Family day, mentre pare abbiano dovuto portare i sali ad Adinolfi e Pillon, ricoverati d'urgenza per caduta improvvisa in stato catatonico.


Detto questo, vorrei dire una cosina piccola piccola che potrebbe fare arrabbiare, e non poco, proprio il famoso ceto medio riflessivo. Quindi, prima di dirla, faccio una premessa: è stata una boccata d'aria, la dichiarazione del Papa. Come quando tieni la mascherina tutto il giorno e poi finalmente entri in macchina e te la puoi togliere: aaaah. Erano anni che speravamo lo facesse, che dicesse che l'omosessualità non è una malattia o una faccenda da "deviati". Bene, ma c'è un problema: e il problema è che non ha detto questo. Più che altro ha parlato di leggi, ed è proprio questo che un Papa non dovrebbe fare. Non è competenza del Papa, parlare di unioni civili - se non all'interno dello Stato che lui governa, Città del Vaticano.

Non è che se quando un Papa tuona contro l'aborto o l'eutanasia possiamo dargli contro, e ripetere a gran voce che siamo in uno Stato laico, e poi se invece dice qualcosa che ci piace, tac!, cambiamo del tutto idea e leviamo le braccia al cielo: "Eh, ha fatto bene!". Altrimenti cadiamo nello stesso errore di chi esulta quando la Chiesa fa le sue ingerenze dirette o indirette nelle scelte di chi governa.

Per cui, caro ceto medio riflessivo, se davvero volete essere progressisti e rispettare quello che c'è scritto nella Costituzione, ricordatevelo: non è che il Papa ha ragione se vi dà ragione e torto se vi dà torto. Il Papa ha ragione quando fa il Papa.

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