Ziberna: «Basta con i giochetti politici orchestrati da noti burattinai friulani»

Intervista al sindaco su centrodestra a pezzi e contras: «La città non ha bisogno di liti e frustrazioni ma di risposte serie»

Francesco Fain

Maggioranza litigiosa, a pezzi, in piena crisi di nervi. Rodolfo Ziberna non ha dubbi e si toglie più di qualche sassolino dalle scarpe.


Pentito di essere diventato sindaco? Era meglio continuare a fare il consigliere regionale?

Per fare il sindaco ho rinunciato alla carica di consigliere regionale con il dimezzamento dell’indennità ma mai, neppure nei momenti peggiori, ho rimpianto questa decisione. Nessun altro ruolo ti avvicina alla gente comune come questo. Con i cittadini condividi tante emozioni, gioia, dolore, rabbia, speranze e in questi mesi così difficili e incerti è come se vivessi costantemente abbracciato a loro. Cerco di dialogarci con ogni mezzo perché il sindaco, in momenti come questo non può che essere il primo punto di riferimento per dare risposte e rassicurare.

Ma, politicamente, non è un bel vivere all’interno del centrodestra...

Quelli che lei chiama i litigi della maggioranza mi appaiono così assurdi e lontani: stiamo vivendo la crisi più grande dalla Seconda guerra mondiale e non si possono spendere così tante energie in scontri e rancori. Purtroppo l’immagine che si sta dando all’esterno della politica goriziana non è delle migliori e, personalmente, preferisco impiegare tutte le energie per trovare soluzioni ai gravi problemi della città piuttosto che farmi trascinare in assurde polemiche, che troppo spesso sono frutto di esigenza di effimera visibilità o elettorale di chi non antepone gli interessi dei cittadini ai propri.

I contras dicono di votare per il bene della città. Ma si può continuare così? Ogni consiglio comunale diventa un’incognita...

Voglio ricordare che queste turbolenze sono iniziate già dal primo consiglio comunale per il fatto che alcuni non si ritenevano personalmente soddisfatti dalla suddivisione dei ruoli in Giunta e in Consiglio. Tutto è nato da lí. Non ci sono altri motivi. Poi ci sono state fuoriuscite da partiti, creazioni di nuovi gruppi, scioglimenti, ricomposizioni e così via. È chiaro a tutti, ma proprio tutti, che le votazioni in consiglio comunale sono assolutamente politiche. È un “no” a prescindere, su tutto. Credo sia nato un altro partito del no se pol con controproposte che non stanno né in cielo né in terra.

Quindi, secondo lei c’è una strategia?

Sì. Anche questa nota ormai a tutti, che vede burattinai non goriziani (il riferimento è a Ferruccio Saro, ndr) che usano consiglieri goriziani per giochi politici che appartengono al passato. Vi sono consiglieri che, per ingenuità o per calcolo, accettano questo disegno. Rammentiamo tutti il tentativo maldestro di cancellare la Provincia isontina per inglobarla in quella di Trieste, che avrebbe determinato a breve la soppressione delle articolazioni periferiche dello Stato (Prefettura, Questura, Tribunale, Inps, Direzione delle entrate, Comandi dei carabinieri e Gdf, etc.) che abbiamo scongiurato. Ora si cerca di isolare Gorizia nel sistema economico e industriale, minare la presenza delle Università e così via. Ma dovranno passare sul mio corpo. E di corpo ne ho!

L’assessore De Sarno verrà sostituito?

La sua sostituzione non è certo una priorità per me né, ritengo, per la città.

Progetto Fvg appare in confusione. Chi comanda nell’Isontino, Tripani o Felcaro?

Ho ritenuto Progetto Fvg, fin dall’inizio di questo mandato, un importante componente politico della maggioranza e così continua a essere. Detto questo, non sta certamente al sottoscritto intervenire o commentare le dinamiche interne di questo movimento. I coordinatori regionale e provinciale hanno assicurato di voler sostenere questa maggioranza e non c’è motivo per non aver fiducia in loro.

Il voto sul bilancio sarà determinante. Teme di andare a casa?

Se mi chiede se sarà determinante per Gorizia le dico subito di sì. Ogni bilancio è importante e determinante per una città. Se intende per il futuro di questa legislatura, non lo so. Se il voto è politico non c’è progetto che tenga e si possono usare mille scuse per votare contro a prescindere. Non è un problema mio ma della città e dei goriziani. Come ho già detto, sono pronto per le elezioni anticipate. In ogni momento. Ma lascio questi pensieri ossessivi ad altri. In questo momento, non posso correre dietro a giochi e giochetti politici. C’è ben altro a cui pensare. Null’altro mi passa per la testa che aiutare la mia città. Forse non ci si rende conto ma la situazione è gravissima. Lo è per le zone ricche che trainano l’economia, figurarsi per quelle deboli come la nostra. È stato criminale depotenziare la Zona franca.

La strada che vi attende è in salita...

Sì, oggi ci troviamo a elemosinare interventi che avremmo il diritto di avere. Su questo vanno fatte le battaglie. —

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