Regali, pranzi e vino in cambio di consulenze: nei guai due funzionari del Fisco

PORDENONE. La procura ha chiuso l’inchiesta che ha coinvolto due funzionari dell’Agenzia delle entrate di Pordenone per l’ipotesi di corruzione per atto contrario a doveri d’ufficio.

Hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari il funzionario in pensione Olindo Colamarino, 65 anni, di Pordenone, il collega Fabrizio Florean, 57 anni, di Aviano, gli imprenditori Gianluigi Pessotto, 63 anni, di Gaiarine, e Tarcisio Durante, 78 anni, di Prata.

L’indagine della guardia di finanza di Pordenone è stata coordinata dal procuratore Raffaele Tito. Il pm ritiene di avere gli elementi per sostenere l’accusa al processo.


A Colamarino gli inquirenti contestano anche un’ipotesi di abuso di ufficio continuato e violazioni del codice deontologico dei dipendenti del Fisco. La procura ipotizza che in virtù del suo ruolo abbia procurato a diversi contribuenti sottoposti a ispezione un vantaggio patrimoniale, fornendo loro ripetute consulenze e suggerimenti per risolvere a loro favore i contenziosi con il Fisco.

La procura ritiene che Durante, rappresentante legale della ditta Tld holding spa di Prata, abbia promesso e offerto a Colamarino pranzi in ristoranti e beni, come 30 casse di vino del valore di mille euro, per i consigli forniti dal funzionario durante una verifica fiscale effettuata dal suo collega Florean.

A Florean il pm contesta di aver indotto un imprenditore di Pasiano a sottoscrivere una sponsorizzazione da 20 mila euro a favore dell’Asd calcio Aviano di cui all’epoca era tesoriere.

Il pm ipotizza che Florean abbia ricevuto da Pessotto la promessa di un’assunzione a tempo indeterminato alla Solvepi spa di Prata (società riconducibile all’imprenditore), due traccialinee elettrici per campi da calcio e un trattore rasaerba (beni consegnati poi da Florean all’Asd), in cambio di informazioni dalle banche dati del Fisco o da altre fonti.

L’avvocato Luca Colombaro, che difende Colamarino, ha evidenziato «l’inconsistenza delle ipotesi accusatorie che valorizzano condotte neutre e prive di qualsiasi rilevanza penale, dove il prezzo della corruttela e dell’abuso d’ufficio sarebbe una banalissima regalia di una cassa di vino mediocre da 5,5 euro la bottiglia o pranzi in un ristorante a Venzone».

Il legale ha precisato che il funzionario in pensione è «moralmente distrutto, dopo anni di dedizione al lavoro e risultati» da accuse che ritiene «infamanti». L’avvocato ha aggiunto che il suo assistito non ha mai sottoposto a pressioni gli organi accertatori, ma ha dato consigli nell’interesse stesso del Fisco.

«Prendiamo atto – ha commentato l’avvocato Paolo Dell’Agnolo – del lavoro degli inquirenti, a mio avviso Florean è innocente, confidiamo di riuscire a dimostrarlo».

L’avvocato Guido Galletti, per Pessotto, ha osservato che «colpisce l’evoluzione particolare del quadro accusatorio: dai prosciutti si è passati all’uso del furgone, poi alla promessa di lavoro, che non c’è mai stata, era solo un pour parler fra amici, e al tosaerba donato alla squadra di calcio. Vedremo cosa rimarrà alla prova processuale».

L’avvocato Cinzia De Roia che con Luca Ponti assiste Durante, ha sottolineato come già all’interrogatorio abbia chiarito di non aver mai chiesto favori, che non si è trattato di casse di vino ma solo di qualche bottiglia sotto Natale e che la sua conoscenza con Colamarino non ha avuto nulla a che fare con l’ispezione. —

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