Apre la palestra nonostante il divieto e viene multata dai vigili: "Con gli altri impugneremo il Dpcm"

Alessandra questa mattina, lunedì 26 ottobre, nella sua palestra aperta nonostante il divieto imposto dal Dpcm

Alessandra Filippi, giovane titolare della palestra Fit and furious di via Roma a Maniago, ha ricevuto una multa da 400 euro (280 se la paga in cinque giorni)

MANIAGO. Ha aperto la sua palestra, nonostante il divieto sancito con l'ultimo Dpcm di Conte che chiude, da oggi, lunedì 26 ottobre, fino al 24 novembre tutte le attività ritenute non "essenziali". E per questo motivo, Alessandra Filippi, giovane titolare della palestra Fit and furious di via Roma a Maniago, ha ricevuto una multa da 400 euro (280 se la paga in cinque giorni).

Alessandra aveva già annunciato ieri le sue intenzioni e, come promesso, questa mattina ha spalancato le porte della sua palestra. A nulla è valso un primo monito dei vigili urbani, costretti poi a ritornare una seconda volta e, di fronte al no della giovane, multarla.

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All'interno dei locali anche una decina di clienti arrivati per esprimere vicinanza ad Alessandra: «Con altre palestre della regione - ha aggiunto - abbiamo deciso di impugnare il Dpcm». L'attività ora però resta chiusa, rischio sospensione della licenza.

«L’esercizio motorio è fondamentale per la salute e palestre e piscine sono essenziali: io tengo aperto, non mi interessa quanto è contemplato all’interno dell’ultimo Dpcm – ha commentato dopo la conferenza stampa del premier –. In quattro mesi ho perso 16 mila euro: per tre non ho lavorato, a causa della prima chiusura imposta, e un mese ho operato gratis, avendo deciso di andare incontro ai miei clienti e far recuperare loro gli abbonamenti.

Adesso un’altra mazzata: non ci sto. A mio avviso questi provvedimenti sono anticostituzionali e non accetto di subire scelte ingiuste che penalizzano tutti».

«Se chiudo per un altro mese, non riapro più – è stata l’amara considerazione di Alessandra –. Da quando è esplosa la pandemia, ci siamo adeguati alle richieste del governo, rispettando alla lettera le regole e adottando gli accorgimenti necessari: in palestra il distanziamento era già garantito, ci hanno chiesto di più e abbiamo eseguito. E ora? Perché chiuderci? Vanno sanzionate o chiuse le attività che non rispettano le norme, non tutte indistintamente».

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