Il Friuli si prepara all'emergenza: stop al pronto soccorso di Cividale e Gemona, più personale a Udine e Palmanova

Nuova organizzazione degli ospedali: posti in più per le terapie intensive e le Rsa di Gemona e Palmanova riconvertite in strutture per contagiati in via di miglioramento. A Sacile reparto per i pazienti di Pordenone

UDINE. Sempre più contagi e sempre più ricoveri, negli ospedali i posti letto Covid non bastano più. Se a tutto ciò aggiungiamo la mancanza di medici e infermieri, la riorganizzazione del sistema sanitario regionale diventa inevitabile. Da oggi sarà temporaneamente sospesa l’attività dei Punti di primo intervento dei presidi ospedalieri di Cividale e Gemona.

La mossa è necessaria per liberare personale e attivare 10 posti letto in più nel reparto di terapia intensiva di Udine e altrettanti nella Rsa a Palmanova dove saranno accolti i pazienti Covid in via di miglioramento. La Rsa di Gemona, invece, sarà convertita in una struttura riabilitativa post Covid, mentre quella di Sacile arriverà ad avere 40 posti letto e sarà riservata ai pazienti Covid dell’ospedale di Pordenone.

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La riorganizzazione. «In questa fase dell’emergenza il sistema sanitario regionale sta avviando un’azione di riconversione dei posti letto per garantire la continuità dell’assistenza ai pazienti che non necessitano più delle cure tipiche della fase acuta. Quest’azione eviterà anche la saturazione dei reparti dedicati alle cure non intensive permettendo un più rapido turnover dei pazienti». Il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, motiva così la manovra messa a punto, ieri, per rispondere alla pandemia che continua a colpire giovani e anziani. Nell’analizzare i dati, ieri, la task-force regionale non ha escluso che i ricoveri possano continuare a salire anche perché gli effetti delle limitazioni in vigore da oggi si vedranno tra una quindicina di giorni. Da qui la necessità di anticipare le mosse per non farsi cogliere impreparati.



Cosa cambia. Da stamattina sarà sospesa l’attività di Primo intervento negli ospedali di Gemona e Cividale. Sarà una sospensione temporanea, non appena le condizioni lo consentiranno tutto tornerà come prima. Riccardi ci tiene a rassicurare sul fatto che «l’attività sarà ripresa al termine dell’emergenza». Da Cividale e Gemona il personale sarà dirottato a Udine e a Palmanova dove, nel giro di qualche giorno, saranno attivati 10 nuovi posti letto nel reparto di terapia intensiva e altrettanti di Rsa a Palmanova.

Nella Rsa della città stellata saranno accolti i pazienti colpiti dal virus in via di miglioramento. Persone che pur potendo lasciare la clinica di Malattie infettive non possono pensare di proseguire le cure a domicilio. La stessa funzione riservata, però, ai pazienti dell’ospedale di Pordenone, la svolgerà la Rsa di Sacile che potrà contare su 40 posti letto.

La Rsa di Gemona. La Rsa già attiva nell’ospedale di Gemona sarà riconvertita in una struttura riabilitativa post Covid per pazienti che hanno superato la fase critica dell’infezione da Sars-Cov2. La nuova funzione risponde ai requisiti del centro di riabilitazione dipendente dal Gervasutta previsto dalla riforma Sanitaria regionale. Non a caso l’assessore sottolinea: «Al termine di questa emergenza epidemiologica a Gemona, dando seguito a quanto programmato, prenderà avvio il centro specializzato di riabilitazione cardiologica e neurologica in collaborazione con il Gervasutta. Non mancherà la riattivazione del punto di primo intervento».



Friuli occidentale. «Azioni simili le sta attuando pure l’Azienda sanitaria Friuli Orientale, dopo la riconversione della Residenza socialmente assistita di Sacile in reparto per pazienti Covid, che consentirà di mettere a disposizione 40 posti letto per soggetti positivi al Coronavirus in ospedale a Pordenone». Riccardi l’ha sottolineato ricordando che «l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina ha stipulato accordi specifici con strutture private».

L'aiuto dei sindaci. Il grazie di Riccardi è andato ai sindaci di Cividale, Daniela Bernardi, e di Gemona, Roberto Revelant, perché entrambi «hanno compreso la situazione. Assieme ai primi cittadini abbiamo spiegato alla popolazione le misure necessarie a salvaguardare la sicurezza sanitaria della nostra regione. E nel ricordare che «questa nuova fase dell’emergenza richiede ancora una volta grande senso di responsabilità da parte dei cittadini e delle istituzioni», il vicegovernatore si è detto dispiaciuto «che tale senso di responsabilità pare non aver attecchito a Palmanova, dove si continua a condurre una battaglia strumentale a beneficio del consenso del primo cittadino». Chiaro il riferimento all’assemblea indetta nei giorni scorsi sul futuro dell’ospedale.

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