Indennizzi e Cig: ecco come sarà il pacchetto di aiuti da 5 miliardi per le attività

UDINE. «Nelle prossime ore». È questo il leit motiv che esponenti del governo e della maggioranza giallo-rosa che regge le sorti del Paese a Roma, continuano a ripetere, riferito ai tempi del decreto “Ristori” per tutte le attività come bar, ristoranti, palestre, piscine, teatri, cinema - oltre 10 mila solo in Friuli Venezia Giulia - che sono state colpite dalle chiusure, parziali o totali, dettate dall’ultimo Dpcm del premier Conte.

Tempi dunque celeri, si spera, e soprattutto una dotazione corposa di denaro - si parla di almeno 5 miliardi di euro - per far fronte in modo concreto alle difficoltà di chi subirà i danni maggiori. Un unico decreto, dunque, approderà sui tavoli del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi, con ristori per le attività colpite dal nuovo Dpcm e proroga della Cig Covid fino alla fine dell’anno, e più avanti un ulteriore decreto “Novembre” che disciplinerà l’utilizzo degli “avanzi” delle misure messe in campo finora.

È questo lo schema su cui si starebbe muovendo il governo: il decreto “Ristori”, dovrebbe valere circa 5 miliardi, che saranno distribuiti tra rinnovo della Cig (1,6 miliardi), ristori a fondo perduto (1,5-2 miliardi), credito d’imposta per gli affitti, rinvio della rata Imu di dicembre, un ulteriore mese di Rem (Reddito di emergenza) e una nuova indennità una tantum per stagionali e lavoratori del turismo, dello sport e dello spettacolo.



E la vice ministra all’Economia Laura Castelli si spinge a definire i contorni degli aiuti, dando anche qualche cifra. «I nuovi aiuti a fondo perduto che il governo si appresta a definire con il decreto potrà valere fino al doppio di quanto già ricevuto dalle attività con perdite di fatturato in base alle misure del vecchio decreto Rilancio», spiega la vice di Gualtieri.

I ristori andranno «dal 100% al 200% di quanto, in base al calo del fatturato di aprile 2020, le aziende hanno ottenuto con il Fondo perduto del Decreto “Rilancio”, parliamo di queste percentuali. In alcuni casi forse anche superiori». Il rimborso, conferma Castelli «arriverà con un bonifico automatico entro pochi giorni dall’approvazione del Decreto».

Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24», aggiunge il viceministro Antonio Misiani. Sul piatto ci sono circa 2 miliardi per finanziare gli aiuti a fondo perduto, il credito d’imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre e lo stop della seconda rata Imu estesa alla ristorazione e allo sport. Altri 500 milioni dovrebbero servire per finanziare le indennità in favore dei lavoratori stagionali dello spettacolo, del turismo e i lavoratori intermittenti dello sport.

CASSA INTEGRAZIONE

Uno dei punti cardine del nuovo decreto che avrà una dotazione finanziaria di circa 5 miliardi di euro, sarà l’allungamento della cassa integrazione, per la quale dovrebbero essere stanziati circa 1,6 miliardi di euro. Sul tavolo dei ministri ci sono, allo studio, 10 settimane di ulteriore Cig, fino al 31 gennaio 2021, per le imprese a cui scade la cassa a metà novembre.

I nuovi indennizzi ai lavoratori delle aziende in difficoltà causa pandemia, potrebbero però limitare la copertura a 6 settimane e dunque fino alla fine dell’anno. Sul divieto di licenziamento l’idea è quello di legarlo alla data del 31 gennaio se le settimane di Cig resteranno 10. Prorogare il blocco dei licenziamenti per evitare il rischio di una dramma sociale.

Sarà questa la prima richiesta che Cgil, Cisl e Uil faranno al presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’incontro convocato per mercoledì. «Ci sono risposte da dare immediatamente - afferma il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra - questioni rese ancora più urgenti dai numeri di queste ultime settimane, che riguardano la proroga del blocco dei licenziamenti per tutta la durata delle casse Covid, la riorganizzazione di ammortizzatori sociali davvero universali, la costruzione di vero un sistema di politiche attive».

FONDO PERDUTO

Potrebbe essere una delle novità più gradite, alle imprese coinvolte e danneggiate dal blocco, parziale o totale, delle attività. Parliamo del nuovo rimborso a fondo perduto (misura che vale tra 1,5 e 2 miliardi) che sarà svincolato - almeno così si desume dalle bozze che circolano - dal calo del fatturato e potrà essere domandato anche dalle attività produttive che hanno un volume di affari o di corrispettivi superiore a 5 milioni di euro.

Le attività interessate, in tutto il Paese, dovrebbero essere circa 350 mila, individuate sulla base dei codici Ateco. In Friuli Venezia Giulia, su 112.625 tra sedi d’impresa e unità locali sono 10.930 quelle sospese – 1.725 totalmente e 9.205 parzialmente (dalle 18) – per ben 36.742 addetti coinvolti – 5.734 a libro paga di imprese chiuse, 31.008 di imprese sospese parzialmente –. In questo quadro 1.030 sono imprese artigiane, 233 sospese totalmente, 797 dalle 18 in avanti.

A questi numeri vanno aggiunte le imprese attive nel settore del trasporto persone – una cinquantina quelle artigiane attive in Fvg – che da mesi pagano un alto prezzo alla pandemia e alle decisioni del Governo. Il ristoro sarà diretto, cioè sul conto corrente, per chi aveva già ottenuto quello previsto dal decreto Rilancio e sarà più elevato per le attività chiuse del tutto, ridotto per chi sarà chiuso dalle 18 in poi, cioè bar e ristoranti.

TURISMO E CULTURA

Un altro fronte “caldo” è quello legato al mondo della cultura, degli spettacoli e naturalmente del turismo. Il decreto che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri già nella giornata odierna, prevede una nuova indennità una tantum per stagionali e lavoratori del turismo, dello sport e dello spettacolo.

Le cifre sono ancora da definire, ma certamente non potranno essere per così dire “simboliche”, ma dovranno essere sostanziali. «Nel Consiglio dei ministri che ritengo sarà martedì 27 abbiamo preso l’impegno di risarcire in una forma molto veloce i dipendenti e le imprese chiuse da questo Dpcm».

Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo sul sito ilLibraio.it e rispondendo a una domanda sui ristori per il settore culturale, penalizzato dalle chiusure previste per contenere il contagio.

Dopo il primo lockdown - ha ricordato - «è stata estesa la cassa integrazione a tutti i dipendenti a tempo indeterminato, ed è stata prevista una indennità con 2 rate da 600 euro e 2 da mille euro anche a chi ha contratti occasionali, prevedendo il rimborso a coloro che avevano lavorato solo 7 giornate nel 2019, quindi ampliando di molto la platea».

«Quando si chiudono le attività lo Stato deve intervenire», ha aggiunto. Potrebbero dunque essere queste le basi di partenza, in fatto di cifre, per i ristori del settore.

AFFITTI E STOP ALL'IMU

Credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre, rinvio della rata Imu di dicembre: questi i capisaldi delle misure sul fronte delle locazioni per le attività paralizzate dal Dpcm firmato dal presidente del Consiglio domenica.

Possibile che ci si avvalga del meccanismo utilizzato nei mesi scorsi, che prevede la possibilità della cessione del bonus al proprietario dei locali. Come per il contributo a fondo perduto, anche in questo caso, potrebbe essere allargata la platea alle imprese con fatturato superiore ai 5 milioni.

Nelle bozze del decreto che circolano in queste ore è prevista la cancellazione della seconda rata dell’Imu, che era in scadenza il 16 dicembre. Misure volute dai rappresentanti di Confedilizia. «Estendere fino a fine anno, senza interruzioni, per tutti» il credito d’imposta per gli affitti ed eliminare l’Imu «sugli immobili sfitti».

Sono due delle richieste avanzate dall’associazione in una lettera del presidente, Giorgio Spaziani Testa, inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in vista del varo del decreto “Ristori”. «Quanto al primo intervento - si legge nella lettera - confidiamo che il Governo voglia investire maggiormente su questa misura, che già prima della nuova ondata di contagi avevamo chiesto di estendere».

APPUNTAMENTI CON IL FISCO

Dovrebbero essere inserite nel decreto, e quindi confermate, le misure già adottate nei precedenti provvedimenti. Vale a dire rinvio dei versamenti di novembre di Ires, Irpef e Irap per i contribuenti Isa e forfettari, già spostato al 30 aprile 2021 per oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro.

Contributo a fondo perduto di 500 milioni di euro per gli esercenti dei centri storici che hanno avuto un calo sensibili di turisti stranieri. Contributo a fondo perduto di 600 milioni di euro per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole da materia prima italiana a favore degli esercizi di ristorazione.

Proprio su questo versante è intervenuto il presidente di Coldiretti Fvg, Michele Pavan, dicendo che sul nostro territorio il Dpcm può tradursi in un deficit di una cinquantina di milioni entro fine novembre.

La drastica riduzione del lavoro della ristorazione e dei locali di pubblico esercizio peserà infatti negativamente sui consumi di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura, ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Nello specifico di ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

 

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