Salta il luna-park causa Covid, i giostrai chiedono il rimborso: «Il Comune ci deve 120 mila euro»

Minacciano di bloccare la città con i Tir. Oggi l’incontro in Comune. Il sindaco: «Sarebbe arrivato il divieto del governo»

I giostrai ospitati nel parcheggio dello stadio Friuli sono pronti a scendere in strada e a bloccare la città se non riceveranno un ristoro delle spese sostenute per organizzare il luna park. Ieri la rabbia degli addetti ai lavori stava per sfociare in un corteo diretto verso il centro a bordo dei loro tir, ma all’ultimo la promessa da parte del sindaco Pietro Fontanini di incontrarli, questa mattina, li ha calmati. Nel parcheggio delle giostre è intervenuta anche una pattuglia della Polizia locale per verificare che la situazione non degenerasse. «Dovevamo essere avvisati prima di non poter aprire – sbottano – invece un’ordinanza del sindaco ci ha fermati sabato quando era già tutto pronto. Chiediamo 120 mila euro per le spese sostenute».

Oggi, come accennato, ci sarà un confronto tra le parti in municipio, ma il primo cittadino non pare intenzionato a rifondare le spese sostenute ai giostrai. «Bisogna rendersi conto che siamo in una situazione di emergenza – afferma deciso – anche il Comune ha avuto dei costi per predisporre l’area parcheggio dello stadio. La situazione è questa».


La protesta dei giostrai è scattata attorno alle 13, proprio mentre si stava diffondendo la notizia del nuovo decreto firmato dal premier Conte. A spiegare le ragioni degli addetti ai lavori sono Jonny Medini e Paolo Grandi. «In seguito alle nostre richieste, il Comune ci ha dato un primo via libera ufficiale allo svolgimento del luna park, tramite Pec, il 9 ottobre – raccontano –. Fino al 16 ottobre ci è stata data la possibilità di rinunciare senza incappare nelle penalizzazioni previste dal regolamento comunale. Una quarantina di noi ha confermato la presenza e lunedì sono iniziate le operazioni di montaggio delle giostre. Giovedì c’è stato un incontro per definire il piano sicurezza e a quel punto anche chi arrivava da più lontano, si è messo in viaggio verso Udine». C’è chi è arrivato da Verona, chi da Modena, chi da Palmanova. Sabato mattina tutto era pronto per ”accendere” le giostre, quando un parere dell’Azienda sanitaria ha convinto il sindaco a firmare l’ordinanza di stop. «Non siamo arrabbiati per la chiusura imposta da Conte a causa dell’emergenza Covid - evidenziano gli operatori - ma con il Comune, perché non è stato in grado di organizzarsi decidendo per tempo sulla sospensione. Abbiamo investito molti soldi per portare le giostre qui e tra allacciamenti elettrici, nafta per il trasporto, costo del personale, abbiamo stimato una spesa di 120-130 mila euro. È questa la somma che chiediamo indietro al Comune, altrimenti siamo pronti a bloccare la città e la tangenziale con i nostri mezzi». Non scherzano i giostrai, che a Udine sono arrivati insieme alle famiglie (120 persone in tutto), e non hanno intenzione di andarsene senza prima ricevere le risposte attese. Oggi il sindaco li riceverà ma non sono attesi passi indietro: «Il nuovo Dpcm ha annullato la mia ordinanza. I luna park devono chiudere ovunque. Anche i giostrai presenti a Udine devono capirlo e adeguarsi». —


 

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