Test in municipio a Povoletto, vicesindaco positivo. I contagi tra i residenti salgono a 18

Paolo Marchina oggi dovrà sottoporsi al secondo tampone. In quarantena 19 persone

POVOLETTO. Escalation di contagi in Comune di Povoletto, che a ieri annoverava 18 casi di accertata positività al Covid-19 – fra loro anche il vicesindaco Paolo Marchina, che proprio oggi sarà sottoposto al secondo tampone – e altri 19 cittadini in quarantena: un numero considerevole, fatte le proporzioni con il totale degli abitanti, all’incirca 5.600, tant’è che il sindaco Giuliano Castenetto invita la popolazione alla «massima prudenza».

«Niente allarmismi, ma grande attenzione. Bisogna che tutti – sollecita – facciano la propria parte, per cercare di contenere la diffusione del contagio, seguendo alla lettera le misure di sicurezza: rispetto alla giornata di sabato, sulla base dei dati che mi sono stati forniti dal Distretto sanitario di Tarcento, risulta che i positivi sono saliti di un’unità e le quarantene di due. Fortunatamente – puntualizza il primo cittadino –, nessuno, al momento, è ricoverato: alcuni hanno avuto sintomi influenzali più o meno importanti, altri sono asintomatici». È il caso del vicesindaco, che confida ormai nell’esito negativo del secondo test. Non appena si è saputo della sua positività, spiega Castenetto, sono stati sottoposti a tampone tutti i dipendenti del municipio (del quale comunque non è stata disposta la chiusura) e pure alcuni amministratori, quelli che avevano avuto contatti, anche minimi, con Marchina nell’ultimo periodo: il responso, per ognuno di loro, è stato negativo.


Fra i 18 positivi, ripartiti in vari nuclei familiari, non figurano studenti; si tratta prevalentemente di persone adulte e anziane, che in parte – ma è solo un’ipotesi – potrebbero aver contratto il virus in un momento conviviale privato, svoltosi alcuni giorni fa. Non contagi da movida, insomma, «che in quel di Povoletto – sottolinea con tono polemico il sindaco – è una parola praticamente sconosciuta».

«Sono estremamente dispiaciuto – commenta – delle disposizioni dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che fissa alle 18 l’orario di chiusura dei pubblici esercizi ovunque, si tratti delle grandi città italiane (dove l’iniziativa può effettivamente avere un senso) o dei piccoli, addirittura piccolissimi centri: guardando a questi ultimi, e vi includo la nostra realtà, non posso che definire la misura ridicola, inutile ed estremamente punitiva. Il provvedimento è tremendamente penalizzante per una serie di attività in cui mai si sono create situazioni di assembramento e dunque di rischio, perché le procedure volte a contenere la pandemia venivano seguite pedissequamente: queste nuove restrizioni, che arrivano dopo un periodo già molto difficile per il settore, rappresentano una condanna a morte per tante imprese. La scelta compiuta dimostra che chi ci governa vive fuori dalla realtà, prendendo provvedimenti che non rispondono alle effettive esigenze. Sono davvero deluso e arrabbiato», tuona, sollevando fra l’altro il problema della carenza dei vaccini antinfluenzali: «A tale proposito – rileva – constato che c’è stato un grosso errore di strategia».

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