Tolmezzo, focolaio in casa di riposo: 43 nuovi positivi alla Scrosoppi, sono 54 i contagiati tra ospiti e operatori

TOLMEZZO. Crescono i contagi all'Asp della Carnia San Luigi Scrosoppi di Tolmezzo: agli 11 precedenti si aggiungono ora 43 nuovi positivi al Covid, metà tra gli ospiti e metà tra gli operatori sanitari.

In queste ore si attende l'arrivo di un'altra cinquantina di esiti che riguardano sia pazienti che personale. Si tratta degli ultimi tamponi effettuati a personale e ospiti sabato mattina. I nuovi positivi al momento sono asintomatici. Degli 11 positivi (10 ospiti e 1 operatrice sanitaria)che erano stati individuati in precedenza una nei giorni scorsi è deceduta (soffriva di gravi patologie di altra natura) e due sono ricoverati in struttura Covid (necessitano di cure ospedaliere per altri problemi e poiché positivi devono essere curati in struttura dedicata).

Visti comunque i numeri all'attualità già presenti, spiega il presidente dell'Asp della Carnia, Andrea Marzona, contattato in merito, la struttura tolmezzina, d'accordo con l'azienda sanitaria, viene considerata ora tutta potenzialmente infetta, nel senso che vengono rafforzate ulteriormente le misure: non solo i positivi sono stati isolati, ma anche le aree che non presentano contagiati vengono trattate dal personale come se lo fossero. A spiazzare l'Asp è il fatto che il giro di tamponi al personale il 13 ottobre aveva dato esito negativo e dopo la scoperta del primo caso tra gli operatori i risultati erano stati i medesimi, fino a ora.

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«Non capiamo - dice Marzona- cosa possa essere successo, per 8 mesi non si sono mai contagiati, ora ne emergono venti tutti d'un colpo e non riusciamo a capire, con test che prima dicono che sono negativi e poi positivi». Anche tra gli ospiti i vari giri di test non avevano rivelato la situazione esplosiva che sta emergendo in queste ore. «Anche questo -dice Marzona- ci fa nutrire dei dubbi: ne avrai oltretutto qualcuno sulla ventina che accusa dei sintomi? E invece per ora sono asintomatici».

Come detto, dal punto di vista organizzativo intanto sono state create delle zone del tutto isolate dove ci sono i Covid positivi, però «tutta la struttura -dice-è trattata come potenzialmente infetta e quindi ci sono tutti gli operatori sanitari in servizio e gli addetti alle pulizie che indossano tuta, guanti, mascherina, visiera, cuffia, calzari. Ringrazio il dottor Turello dell'azienda sanitaria -dice Marzona-che si è mosso subito e soprattutto il dottor Cattani, l'infettivologo da quattro giorni in struttura».

Marzona, alla domanda se i positivi saranno portati a Gemona, dove si è deciso di convertire parte dell'ospedale in struttura Covid, risponde di non saperlo. «Se ne parlò molto in teoria tempo addietro in caso di necessità, può darsi - ipotizza- che questo precipitare delle cose abbia accelerato i tempi, anche perché  i casi anche nella collinare ci sono. Sarebbe la cosa migliore anche per motivi tecnici. Oltretutto col problema dei positivi a noi viene a mancare anche personale: infermieri, oss, addetti alle pulizie». L'Asp conta quasi 190 ospiti tra casa di riposo e Rsa.

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