Contagio a scuola: casi di Covid allo Stellini e alla Manzoni, positivi uno studente e un professore

Tamponi per gli alunni delle medie. Le lezioni continuano da casa Didattica da riorganizzare. Malignani e Stringher chiudono una settimana

UDINE. Mentre le superiori hanno fatto partire la didattica a distanza al 75 per cento, arrivano le segnalazioni di nuove positività al Covid-19: un altro studente dello Stellini e un docente delle medie Manzoni.

Due nuove classi, dunque, sono in isolamento in attesa di tampone, una in ciascuna scuola. Per i ragazzi della Manzoni, il tampone è stato programmato per domani. È dunque salito a cinque, invece, il numero di classi dello Stellini che devono fare i conti con il virus. Nessuno dei casi, però, fortunatamente, ha dato origine a un focolaio. Cinque sono in tutto le positività ad oggi registrate nel liceo classico, che, nel frattempo, ha trovato un modo per collegare gli insegnanti in isolamento (in attesa di tampone o di esito) con le classi in presenza del liceo. I ragazzi così non perderanno preziose ore di contatto con i professori.

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Questi sono però soltanto i casi di cui si ha notizia: la circolazione del virus ormai è tale da aver toccato un grande numero di istituti in città. Sebbene il virus in pochi casi si sia, poi, diffuso all’interno delle scuole, ciascun istituto toccato deve fare i conti con gli isolamenti di massa che comporta. Da qui la disponibilità dei dirigenti delle superiori a trovare soluzioni in tempi strettissimi all’interno di un quadro normativo ancora incerto: frenare il pauroso andamento della curva del contagio è la priorità assoluta.

Come ha affermato il dirigente del Malignani, Andrea Carletti in un videomessaggio indirizzato agli studenti: «Il 26 ottobre ha segnato una fase nuova nella vita della scuola». Tutte le superiori ieri, infatti, sono partite in un nuovo assetto, svuotate di almeno il 75 per cento delle attività. Stellini, Marinelli, Percoto, e Deganutti sono riusciti a partire con un’organizzazione definita fino al 24 novembre. Allo Stellini si è optato per una rotazione settimanale: la scuola è stata divisa in quattro gruppi, ciascuno frequenta in presenza per una settimana. Al Percoto ciascun indirizzo due giorni alla settimana di scuola in presenza. Il Marinelli opera su una rotazione di giorni in presenza che consente a tutti i ragazzi di prendere contatto con tutti i docenti. Il Deganutti invece ha scelto di dare a ciascun gruppo di classi parallele la possibilità di frequentare in presenza per due giorni consecutivi. Altre scuole invece hanno dovuto mettere in campo un’organizzazione d’emergenza fino al 30 ottobre.

In aggiunta al notevole problema organizzativo di rimodulare gli orari di lavoro per migliaia di studenti e docenti, infatti, non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali ai dirigenti riguardo alla necessità di adeguarsi o meno alla richiesta del Dpcm di rimodulare gli orari con ingresso non precedente alle 9. Così, in attesa di chiarimenti, chi frequenta il Marinoni in presenza per questa settimana entra a scuola a partire dalla seconda ora. Il Copernico ha eliminato l’orario antimeridiano. Particolarmente critico sarebbe operare sulla base di orari di inizio scuola slittati alle 9 per le scuole con i turni pomeridiani.

Tutte le scuole cittadine, ad ogni modo, sarebbero fortemente penalizzate da un ingresso posticipato: il trasporto pubblico locale è organizzato sulla base di orari scolastici 8-13. I ragazzi, dunque, dovrebbero attendere un’ora prima di essere ammessi dentro gli istituti. Malignani e Stringher hanno deliberato di chiudere per una settimana, per riorganizzare l’orario in modo da soddisfare al meglio le esigenze dei loro studenti. Lo Zanon ha lasciato in presenza solo metà degli studenti di tutte le prime e quinte: dall’inizio dell’anno tutte le classi dell’istituto sono state divise in due. Metà studenti lavorano da casa, metà da scuola in contemporanea. Per questa prima settimana, invece, seconde, terze e quarte rimangono a casa.—

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