Contagio per 100 mila abitanti: in Fvg tasso raddoppiato in quindici giorni

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UDINE. Nel giro di due settimane, in regione, il tasso di contagio da Sars-Cov2 per 100 mila abitanti è quasi raddoppiato. Dal 21 settembre al 4 ottobre era pari a 46,81, mentre dal 5 al 18 ottobre ha raggiunto l’84,04 per cento.

Ogni 100 mila abitanti, quindi, 84 hanno contratto il coronavirus. Il dato è stato analizzato da Luca Arnoldo, medico igienista, collaboratore del presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nel corso del webinar organizzato, lunedì 26 ottobre, da Autonomia responsabile.



Arnoldo si è soffermato sull’incidenza cumulativa dei casi di contagio per far notare il diverso andamento dell’infezione rispetto a quello rilevato a marzo quando tra le regioni più colpite era la Lombardia.

«Siamo passati da una situazione in cui diverse regioni erano più in difficoltà come la Lombardia – ha spiegato Arnoldo –, a una situazione in cui l’epidemia è diffusa sul territorio nazionale».

Il dato riportato nell’ultimo documento esteso pubblicato lo scorso 23 ottobre dall’Istituto superiore di sanità (Iss) evidenzia la distribuzione non uniforme dei casi: mentre la Calabria con 27,38 casi per 100 mila abitanti ha l’incidenza più bassa, Campania, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto registrano un’incidenza pari o superiore al valore nazionale pari a 146,18 casi per 100 mila abitanti.

In Friuli Venezia Giulia il dato rilevato dal 5 al 18 ottobre si ferma a 84,04 casi ogni 100 mila abitanti. Rispetto alle due settimane precedenti, l’incidenza aumenta in tutte le regioni.

«Nel 35,7 per cento dei casi – scrivono gli esperti dell’Iss – le persone segnalate al sistema di sorveglianza dal 5 al 18 ottobre hanno un’età superiore a 50 anni e il 17,3 per cento ha meno di 18 anni. L’età mediana è 47 anni. La percentuale dei maschi raggiunge il 51,3 per cento.

Nello stesso periodo di riferimento la maggior parte dei pazienti positivi ha fatto il test perché aveva sintomi (31,2%), il 27,4% nell’ambito di screening, il 27,3% invece è stato individuato nel corso dell’attività di contact tracing. Il restante 14,1 per cento non ha reso noto perché si è sottoposto al tampone. L’83 per cento dei positivi sono persone autoctone, il 14 per cento arriva dall’estero, lo 0,5 per cento da regioni diverse da quella di notifica, mentre per il 15,1 per cento l’origine del contagio resta non nota. —

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