La proposta di Fedriga al Governo: chiusura posticipata per bar e ristoranti , palestre e piscine aperte

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TRIESTE. «Sono preoccupato per la tenuta sociale del Paese. Se non ci muoviamo insieme rischiamo di non arrivare a nessun risultato».

Lo ha affermato il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga martedì 27 ottobre, a Trieste, in videoconferenza dalla sede della giunta regionale in collegamento con sindaci dei comuni capoluogo della Fvg e il presidente Anci Favot sull'ultimo Dpcm.

«Sto vedendo una tensione enorme - ha proseguito Fedriga - e tutte le istituzioni condannano chi inserisce all'interno di manifestazioni pacifiche arrecando danni enormi, ed è pacifico che certi soggetti vadano isolati. Qui non c'è qualcuno che vince o che perde, ma il rischio è che si perda tutti la battaglia contro il virus».

Fedriga si è detto pronto a collaborare con il Governo purché si arrivi a definire misure condivisibili con i cittadini. E nel ribadire la sua preoccupazione per l’espansione del Coronavirus, il governatore ha avvertito: «Se non ci muoviamo insieme faremo danni economici e lavorativi enormi». 

Fedriga ha rilanciato le proposte già avanzate dalla Conferenza delle regioni che, però, non sono state accolte dal Governo: «Nelle scuole superiori didattica a distanza al 100 per cento, chiusura posticipata di bar e ristoranti (non alle 21, come precedentemente riportato) con l’obbligo della consumazione al tavolo dalle 18, chiusura dei centri commerciali nei fine settimana, palestra e piscine aperte».

E mentre continua a trattare con Roma, Fedriga sta lavorando a un intervento nell’assestamento di bilancio che mercoledì 28 andrà in aula, per dare aiuti concreti alle aziende. Una richiesta, questa, avanzata  dal Partito democratico.

«Sarà un provvedimento aperto, le risorse saranno modulate anche sulla base di quello che deciderà oggi il Consiglio dei ministri» ha sottolineato il presidente senza escludere possibili lockdown futuri visto che «non ci sono certezze assolute che questo non possa accadere».

Lo stesso presidente ha escluso, invece, forzature sull’applicazione dell’autonomia regionale per seguire l’esempio delle Provincia autonoma di Bolzano che rischia di dover far marcia indietro.

A suggerirgli di prendersi qualche libertà in più, facendo leva sulla Specialità regionale, è stato il sindaco di Udine, Pietro Fontanini. Tutti i primi cittadini hanno chiesto misure diversificate a seconda degli indici di contagio territoriali.

"Con pieno spirito collaborativo, rivolgiamo l'appello al Governo di rivedere le scelte dell'ultimo Dpcm in quanto è a rischio la tenuta sociale del Paese. In questo momento, infatti, servono equilibrio e razionalità, mentre le misure intraprese dall'esecutivo nazionale, senza la condivisione delle Regioni, colpiscono interi settori, con la conseguenza che questo, oltre al danno economico, non produrrà alcun effetto significativo nel contrasto alla pandemia.".

È quanto ribadito da Fedriga nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche i sindaci Dipiazza (Trieste), Fontanini (Udine), Ziberna (Gorizia), Ciriani (Pordenone) e Favot (Anci Fvg). 

"Le categorie colpite dai provvedimenti statali - ha affermato il governatore - non vogliono solo aiuti economici, ma ci chiedono di poter lavorare, garantendo la piena sicurezza come hanno dimostrato".

Lo stesso Fedriga ha ricordato come le Regioni avevano presentato delle proposte concrete (chiusura posticipata dei ristoranti e bar, didattica a distanza al 100 per cento per le secondarie di secondo grado, aperture piscine e palestre e chiusura centri commerciali nei week-end), ma "la decisione del governo non ha preso in considerazione queste piattaforma unitaria".

In merito a eventuali ordinanze il governatore ha spiegato come questi atti sarebbero impugnati dal Governo e quindi una scelta di questo tipo "rischierebbe di generare solo delle illusioni, quando invece il nostro obiettivo è quello di dare alle persone che ce lo chiedono delle risposte concrete".

"Vogliamo collaborare con il Governo, ma il Governo ascolti i territori. Chiediamo - ha concluso Fedriga - una vera condivisione tra istituzioni, perché in questo momento serve unità: le Regioni hanno dimostrato di essere costruttive portando proposte concrete. Ci aspettiamo che anche dall'esecutivo nazionale arrivi lo stesso senso di responsabilità."

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